I tre problemi dell'auto elettrica secondo gli automobilisti
Un sondaggio americano rivela i principali ostacoli all'elettrificazione: prezzi, colonnine e autonomia
Gli incentivi spariscono in varie parti del mondo, le Case rallentano i piani di elettrificazione e le vendite sono in calo. Eppure, aumenta il numero di automobilisti americani interessati a comprare un’auto elettrica.
“Sinceramente sono un po’ sorpreso dal livello di interesse dopo la fine del credito d’imposta federale”, dichiara Brent Gruber, direttore esecutivo della divisione EV di J.D. Power“.
In questo periodo abbiamo visto che l’interesse non è diminuito e, in molti casi, è addirittura aumentato”.
Secondo un sondaggio svolto ad aprile dalla società di analisi, il 26% degli intervistati si dichiara “molto propenso” a considerare l’acquisto di un veicolo elettrico: si tratta di tre punti percentuali in più rispetto al mese precedente. Parallelamente, la quota di chi definisce “molto improbabile” il passaggio all’elettrico scende di quattro punti, attestandosi al 18%.
I nodi prezzi, colonnine e autonomia
Una delle cause è piuttosto evidente: il prezzo della benzina negli USA ha ormai superato i 4,5 dollari al gallone, contro i meno di 3 dollari registrati prima della guerra in Iran. Secondo Gruber, i carburanti sono rimasti cari abbastanza a lungo da modificare la percezione degli automobilisti verso le auto elettriche.
Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Nel 2026, la quota di mercato delle auto elettriche negli Stati Uniti è rimasta intorno al 6-7%, in calo rispetto all’8% registrato nel 2024 e nel 2025.
“Bisogna conciliare i due aspetti: perché così tante persone sono interessate a questi prodotti, ma così poche li acquistano davvero?”, si chiede Gruber.
Le risposte? Prima di tutto il prezzo, che continua a essere l’ostacolo principale. La situazione è persino peggiorata con la fine degli incentivi federali. Inoltre, i giovani sono la fascia più interessata e, al tempo stesso, quella con meno possibilità economiche.
Alcune motivazioni, però, sembrano dipendere più dalla percezione che dalla realtà. Per esempio, diversi intervistati sostengono che prenderebbero in considerazione un’auto elettrica solo se le colonnine di ricarica fossero distanti meno di 50 miglia l’una dall’altra (poco più di 80 km); una condizione che è già realtà in gran parte degli Stati Uniti.
“Le colonnine pubbliche sono ovunque, ma gli automobilisti non lo sanno”, spiega Gruber.
Quasi tre/quarti degli automobilisti meno propensi all’acquisto di un’elettrica dichiara inoltre di volere almeno 500 miglia (805 km) di autonomia. Eppure l’americano medio compie solo due o tre viaggi lunghi all’anno, solitamente compresi tra 200 e 300 miglia (322-483 km). L’ansia da autonomia tende a diminuire una volta comprata l’auto elettrica.
Uno degli aspetti più preoccupanti emersi dalla ricerca riguarda però le concessionarie, che dovrebbero rappresentare il primo punto di contatto per educare i clienti all’elettrico. Però, secondo Gruber, i dealer hanno iniziato a fare meno informazione dopo la fine del credito d’imposta.
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