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La guida autonoma di Tesla si espande in Europa

Il Full Self-Driving (FSD) Supervised sbarca anche in Belgio. Ma Elon Musk e soci puntano a tutta l’Ue, Italia compresa

Tesla FSD Lituania
Foto di: Tesla

Prima in Olanda, poi in Lituania, Estonia, Danimarca e – forse – nel resto d’Europa, Italia compresa. Nel mezzo, dopo lo sbarco in quattro Stati del Vecchio Continente, il Full Self-Driving Supervised di Tesla (tecnologia di guida autonoma abbreviata in FSD) arriva in Belgio, che diventa il quinto Paese europeo a sperimentare il futuro su strada.

Ad autorizzarlo è Annick De Ridder, ministra dei Trasporti delle Fiandre, che firma un’approvazione valida in tutte le altre regioni. Il semaforo verde arriva dopo mesi di test del costruttore texano.

 

La prima certificazione europea (quella olandese) era stata rilasciata invece il 10 aprile dopo circa un anno e mezzo di prove. Adesso, prima dell’intera Ue, la Casa statunitense punta all’espansione in Grecia e Irlanda, che si stanno muovendo per dare il loro ok.

Roma, pensaci tu

E l’Italia? Dalle nostre parti, è stato il senatore Carlo Calenda, leader di Azione, a sollecitare il Governo ad aggiornare le normative per abbracciare le novità a quattro ruote. L’ha fatto con un’interrogazione rivolta a Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che invita l’Esecutivo a “valutare con priorità l’approvazione del sistema Tesla Full Self-Driving (FSD) Supervised” e “l’opportunità di un confronto tecnico diretto” con l’azienda e “le autorità olandesi (RDW)”.

Il testo presentato a Palazzo Madama ricorda che il FSD consiste in un “sistema di livello 2, in cui è previsto che il conducente debba essere consapevole e attivo, monitorare costantemente strada e sistema ed essere in grado di intervenire in ogni momento”.

“Sul piano tecnologico – continua –, Tesla adotta una filosofia basata su telecamere, sia esterne sulla sede stradale, sia interne all’autoveicolo sull’attenzione del guidatore. Il sistema funziona come una rete neurale ed elabora l’attività di guida (dalla segnaletica orizzontale ai segnali stradali, dai pedoni agli altri veicoli) e genera direttamente i comandi di controllo del veicolo.

In Italia circolano decine di migliaia di veicoli Tesla dotati dell’hardware necessario per utilizzare FSD Supervised. L’attivazione di questo avanzato sistema di assistenza alla guida consentirebbe di: migliorare ulteriormente la sicurezza stradale, riducendo il rischio di incidenti dovuti a distrazione o errore umano; mantenere sempre il pieno controllo e la responsabilità del conducente (come espressamente richiesto dal regolamento UN R171); allineare l’Italia agli altri Paesi europei che stanno procedendo con maggiore rapidità su queste tecnologie innovative”.

Scetticismo Ue

Secondo però indiscrezioni riportate dalla Reuters nelle scorse settimane, lo scetticismo regna sovrano fra le autorità di regolazione dell’Ue. Convincerle non sarà un’impresa facile per Tesla, che al momento segue l’approccio Paese per Paese.

“Per l'approvazione a livello europeo – ricorda la stampa estera – è necessario il voto favorevole del 55% degli Stati membri che rappresentino il 65% della popolazione del blocco. Non è ancora stata fissata una data per la votazione: le prossime riunioni del TCMV sono previste per luglio e ottobre, il che significa che l’obiettivo dichiarato da Tesla di rendere la tecnologia disponibile in tutta l’Unione europea entro l’estate del 2026 appare sempre più ambizioso”.