Tesla rende obbligatorio il feedback sulla guida assistita
Con l’update 2026.2.9.9 il prompt non si chiude più da solo e diversi utenti parlano di possibile distrazione
Tesla ha introdotto una modifica silenziosa ma destinata a far discutere tra gli utenti del sistema “Full Self-Driving”. Con l’aggiornamento software 2026.2.9.9, distribuito a fine aprile insieme alla versione FSD v14.3.2, i conducenti devono ora fornire obbligatoriamente un feedback ogni volta che disattivano la guida assistita prendendo il controllo dell’auto.
In precedenza il messaggio compariva per pochi secondi sul display centrale e poi spariva automaticamente; oggi, invece, resta fisso sullo schermo finché il guidatore non seleziona una delle opzioni disponibili oppure registra una nota vocale tramite il pulsante sul volante.
Un sistema pensato per raccogliere più dati
La novità riguarda direttamente il modo in cui Tesla sviluppa il proprio sistema FSD. Dopo ogni intervento umano, il conducente deve indicare se il problema è legato a “Preference”, “Discomfort”, “Navigation” oppure “Critical”.
In alternativa può inviare un messaggio vocale spiegando cosa è accaduto. Non esiste però un tasto per chiudere la finestra e non è previsto alcun timeout automatico.
Nel giro di poche settimane Tesla ha già modificato più volte l’interfaccia. La prima versione includeva le categorie “Preference”, “Comfort”, “Critical” e “Other”, ma in seguito “Other” è stata sostituita da “Navigation” dopo le segnalazioni degli utenti sui problemi di percorso.
Tesla Model Y, la prova su strada
L’ultima revisione, arrivata con la release 2026.2.9.10, riduce le dimensioni del popup e lascia nuovamente accessibili alcune funzioni del display come climatizzazione, navigatore e selezione della marcia.
Nel frattempo diversi proprietari hanno scoperto una scorciatoia: premendo due volte il tasto del microfono si invia una nota vocale vuota che elimina immediatamente il messaggio.
Le critiche degli utenti tra sicurezza e usabilità
Secondo Tesla, obbligare gli automobilisti a classificare ogni takeover permette di ottenere dati più precisi per addestrare l’intelligenza artificiale che gestisce il Full Self-Driving. L’azienda può infatti contare su quasi mezzo milione di abbonati attivi al servizio e su miliardi di chilometri percorsi con FSD attivo, trasformando ogni intervento umano in un’informazione utile per migliorare il software.
Non mancano però le polemiche. Diversi utenti sostengono che il popup compaia proprio nei momenti in cui il conducente dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulla strada, diventando di fatto un elemento di distrazione.
A questo si aggiunge un problema pratico: le categorie disponibili non sempre descrivono correttamente il motivo dell’intervento e molti guidatori finiscono per selezionare una voce casuale solo per liberare lo schermo. Alcuni proprietari hanno inoltre segnalato che il messaggio rimane visibile anche con l’auto parcheggiata, dettaglio che ha alimentato le critiche verso una funzione giudicata ancora acerba.
La discussione riporta al centro anche un tema storico legato a Tesla: l’uso degli utenti paganti come parte integrante dello sviluppo del sistema FSD, oggi disponibile negli Stati Uniti con un abbonamento mensile da 99 dollari, pari a circa 87 euro al cambio attuale.
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