Vediamo come si comportano al banco Standard plus e Performance, ma anche perché nelle elettriche i valori sono diversi dal "libretto"

Quanti “cavalli” e quanti “newton-metro” hanno veramente le auto elettriche? Per rispondere non abbiamo usato un’auto elettrica qualsiasi, ma la nostra, una Tesla Model 3 Standard Plus, che abbiamo portato su un banco a rulli per rilevarne i dati reali, assieme a quelli della sorella più potente, la Model 3 Performance.

E questo non solo perché Tesla non dichiara ufficialmente coppia e potenza, ma anche per ricordare come quello che si legge sul “libretto” - cioè la carta di circolazione - non corrisponda valore di potenza più alto che il motore può erogare.

kW e CV, la conversione

Prima di cominciare, è meglio iniziare a familiarizzare con la conversione tra l’unità di misura della potenza ufficialmente riconosciuta in fisica e in ingegneria dal cosiddetto Sistema Internazionale (i kW), con quella a cui invece siamo storicamente più abituati (i CV). La cosa più semplice è ricordarsi che 100 kW ≈ 136 CV, ovvero 1 kW ≈ 1,36 CV. Ma, come scritto poche righe fa, sulla carta di circolazione il valore non corrisponde ai dati dichiarati dai costruttori. Come mai?

Tesla Model 3, la doppia prova al banco

Questione di fiato

In pratica le prestazioni di un’auto elettrica non dipendono solo dal motore, ma anche dalla batteria, che non va pensata solamente come un serbatoio di energia. Un motore endotermico, infatti, è in grado di funzionare alla massima potenza per tempi più lunghi senza incontrare le stesse difficoltà di un powertrain elettrico. Pensiamo a situazioni come le gare sugli ovali percorsi sempre con l’acceleratore aperto, o ad alcuni record di velocità con auto stradali, anche in questo caso realizzati su piste circolari come l’anello di Nardò.

Tesla Model 3, la doppia prova al banco

Potenza: istantanea e continuativa

Insomma, nei motori a combustione interna la potenza massima coincide con quella di riferimento per quanto riguarda l’omologazione. Nelle auto elettriche, invece, la batteria non può erogare troppo a lungo la potenza di picco senza stressare i suoi componenti interni, compromettendo la sua integrità nel tempo. Per questo motivo, la normativa di omologazione ECE R85 definisce potenza netta massima quella che – cito testualmente - “un gruppo motopropulsore è in grado di erogare, in media, nell'arco di 30 minuti”.

La nostra elettrica, Tesla Model 3

I dati reali misurati

Sul banco a rulli protagonista di questo test, in ogni caso, siamo andati ad indagare sull’altro aspetto legato all’interazione tra motore elettrico e batteria. E cioè sulla potenza e sulla coppia di picco istantanee che le “nostre” due Model 3 sono in grado di erogare: due dati che ufficialmente non vengono dichiarati da Tesla.

Nel video potete scoprire di che valori stiamo parlando, anche in relazione al numero di giri dei motori e all’andamento delle curve di coppia e potenza, alla base delle quali si fondano le ottime prestazioni che la Model 3 è in grado di garantire.

Fotogallery: Tesla Model 3, la doppia prova al banco