Punti di ricarica e colonnine possono essere un investimento utile per le attività. E gli incentivi riducono i costi

Dotare la propria azienda di uno o più impianti di ricarica è soprattutto una buona operazione di immagine: a prescindere dal fatto che si intenda dotarsi o meno di proprie vetture elettriche, offrire la possibilità della ricarica può essere un incentivo per i dipendenti più attenti all’ambiente ma magari impossibilitati a farlo a casa, così come per la clientela, specialmente se l’attività in questione è rivolta direttamente al pubblico come hotel, ristoranti, bed&breakfast eccetera.

Le norme per le aziende

Secondo lo Stato italiano, il parcheggio aziendale è classificato come un “luogo privato aperto a terzi”. In questo caso le stazioni di ricarica devono essere conformi al Modo 3, come enuncia la normativa internazionale IEC 61851-1 stabilita dalla Commissione Elettrotecnica Internazionale ma la loro installazione non richiede alcun tipo di autorizzazione o permesso, siccome si tratta di un impianto energetico completamente a carico dell’azienda che lo gestirà in maniera autonoma.

Wallbox in azienda, costi e benefici

Incentivi statali e non

La Finanziaria 2019, che ha introdotto l’ecobonus per l’acquisto di auto a basse emissioni, prevede fino al 31 marzo 2021 anche un contributo per l’installazione di un impianto o colonnina per un importo massimo di 3.000 euro, valido anche per le spese da sostenere, ad esempio, per l’aumento di potenza dell’impianto originario entro il limite dei 7,4 kW.

Alcune regioni e province autonome offrono poi ulteriori incentivi, a volte cumulabili con quello statale, altre volte no. A Bolzano, ad esempio, l’incentivo locale copre fino all’80% del costo fino ad un massimo di 1.000 euro per ciascuna colonnina installata, mentre la Provincia Autonoma di Trento offre una copertura del 60% fino a 1.500 euro per un massimo di 5 colonnine.

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Basso costo, molti vantaggi

Siccome l’impianto è privato e la ricarica è intesa come servizio, l’azienda ha facoltà di offrire la ricarica a pagamento e stabilire liberamente la tariffa che non deve essere necessariamente il costo dell’energia. Tuttavia, siccome il costo è relativamente contenuto, torniamo alla considerazione iniziale, ossia che la ricarica può essere offerta gratuitamente senza eccessivi sforzi e rappresentare un’ulteriore attrattiva per i clienti.

In media, infatti, la ricarica di una vettura elettrica da 7/8 ore con una potenza base di 3 kW, che consente di accumulare energia sufficiente per metà o  oltre dell’autonomia dichiarata ha un costo complessivo di 4 euro. Una ricarica a bassa potenza può essere sufficiente in attività in cui si presume che i clienti lascino a lungo l’auto ferma, come strutture alberghiere, mentre laddove la sosta è più breve è consigliabile offrirne una più performante.