A due mesi dal varo degli incentivi sulle auto elettriche e ibride, analizziamo la situazione del mercato per capire quanti e quali benefici questi abbiano portato

Dopo un paio di revisioni finalizzate ad ottimizzare i limiti di applicazione e dopo un ritardo di oltre un mese rispetto a quanto preventivato inizialmente, l'8 aprile sono ufficialmente partiti gli Ecobonus 2019.

Negli ultimi due mesi, dunque, chi ha a acquistato un'auto a basse emissioni ha usufruito di uno sconto sul valore di acquisto della vettura che, in base al modello scelto, va da un minimo di 1.500 a un massimo di 6.000 euro. Ma oggi, a circa sessanta giorni dall'applicazione dell'emendamento, qual è la situazione del mercato? L'Ecobonus sta realmente funzionando?

In attesa di un commento

L'obiettivo dell'Eboconus è quello di incentivare il più possibile l'acquisto di veicoli a basso impatto ambientale. In primo luogo elettrici, ma anche ibridi. Ad oggi, nonostante i due mesi già trascorsi, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non si è ancora pronunciato riguardo i risultati raggiunti. Per questi, infatti, bisognerà attendere la fine del primo “periodo di prova”. Centoventi giorni a partire proprio dall'8 aprile per i quali sono stati stanziati i primi 20 milioni di euro. A seguire, i restanti 40 milioni previsti per il 2019 verranno messi a disposizione in più tranche.

Numeri di vendita

Nonostante questo, è già possibile farsi un'idea degli effetti che l'Ecobonus sta avendo sul mercato. Analizzando nel dettaglio i dati messi a disposizione dall'Unrae, infatti, si nota come nei primi due mesi di applicazione dell'emendamento le vendite di veicoli ibridi, ma soprattutto elettrici, siano sensibilmente aumentate. Non per niente, consultando il sito del Ministero dello Sviluppo Economico, è possibile notare come dei 20 milioni iniziali ad oggi ne siano disponibili solo più 3.127.000 euro.

Attenzione però. Bisogna tenere in considerazione il fatto che molto probabilmente, chi a inizio anno ha pensato di comprare un'auto nuova abbia aspettato proprio il varo dell'Ecobonus per risparmiare qualcosina. Di conseguenza, i dati sulle immatricolazioni di aprile e maggio potrebbero essere in parte “sfalsati”. Di certo, per avere dati più attendibili, sarà necessario osservare cosa accadrà nei prossimi mesi.

Numeri di vendita

Detto questo, nel mese di marzo, quindi prima del via dell'Ecobonus, sono state vendute 10.254 auto ibride (plug-in comprese), 621 elettriche e 1 a idrogeno (la prima dall'inizio dell'anno). Ad aprile, e quindi con le scontistiche previste dall'emendamento, le ibride hanno subito una leggera flessione, con 9.444 esemplari venduti. Dato bilanciato però dalla forte impennata di immatricolazioni delle auto elettriche che hanno raggiunto le 1.190 unità.

Ma il dato più interessante è forse quello delle auto a idrogeno, con ben 5 pezzi venduti. A maggio, invece, sono tornate a salire le ibride, chiudendo a 10.597 unità, mentre le elettriche restano più o meno stabili a quota 1.967 e si è registrata la vendita di un'altra vettura a idrogeno.

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Come funziona

Ma come funziona l'Ecobonus? Si tratta di un incentivo riservato ai veicoli meno inquinanti con un prezzo massimo di listino di 50.000 euro più iva. Per i modelli con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 20 g/km, è di 4.000 euro, che diventano 6.000 se si ha un'auto da Euro 0 a Euro 4 da rottamare. Per i modelli con emissioni comprese tra 21 e 70 g/km, invece, l'incentivo è di 1.500 euro, che salgono a 2.500 in caso di rottamazione. Per accedere agli incentivi è sufficiente recarsi in concessionaria. Sarà infatti il venditore a farsi carico della gestione della pratica relativa al contributo.

Occhio al prezzo

L'Ecobonus rappresenta dunque un valido incentivo all'acquisto di un'auto ibrida o elettrica? si. Ma è anche sinonimo di risparmio sul prezzo di acquisto? Ancora una volta la risposta è sì, ma questa volta solo in parte. Data la presenza di un incentivo statale sul prezzo ivato di un veicolo nuovo, alcuni brand in questo momento non stanno applicando sconti di altro tipo, abbassando il prezzo di listino soltanto nella misura delineata dall'emendamento, senza ulteriori ribassi. Ciò significa che ad oggi, conti alla mano, in alcuni casi, il costo di una vettura ibrida o elettrica non è poi così diverso da quello che lo stesso modello aveva fino a prima di aprile.