Gli pneumatici per i mesi più freddi possono incidere negativamente sull'autonomia. Ma la bella stagione è apprezzata anche per altro

Da domani sarà possibile tornare alle gomme estive, per la gioia dei possessori di auto elettriche più attenti anche alle minime variazioni dei consumi, visto che grazie alle diverse coperture (ma non solo) potranno osservare un leggero incremento dell'autonomia.

I pneumatici invernali, infatti, tendono a far consumare di più. Non è una regola che vale sempre, visto che in commercio ci sono moltissimi prodotti e che in certi casi le variazioni sono quasi impercettibili, ma in generale, con il passaggio alle gomme estive, un pieno di elettroni consentirà di percorrere in media più chilometri.

Questione di classe

In linea di principio, per capire l’efficienza di un pneumatico basta vedere la classe di omologazione per la resistenza al rotolamento. Si va da A a G, come nelle classi energetiche delle abitazioni, con la prima lettera dell’alfabeto che rappresenta la categoria migliore e la G che bolla i prodotti meno performanti.

Ora, guardando i prodotti sul mercato si scopre che i pneumatici estivi che arrivano ad A non mancano, mentre i pneumatici invernali arrivano a C o anche a B, ma difficilmente vanno oltre. È chiaro quindi che, per quanto sia possibile scegliere coperture estive e invernali della stessa classe, generalmente quelle estive hanno una minor rolling resistance e, come detto, a un minore resistenza corrispondono autonomie maggiori.

Più aderenza, più consumi

Ma perché i pneumatici invernali fanno più fatica ad essere omologati in classi di efficienza migliori? I motivi sono molteplici. Prima di tutto, è una questione di mescola: i pneumatici invernali hanno una maggiore concentrazione di silice, componente che rende la gomma più morbida ed elastica anche a basse temperature. Questa elasticità garantisce ottima aderenza anche su fondi freddi, ma comporta una maggiore deformazione del battistrada durante il rotolamento, andando a dissipare una parte dell’energia destinata al moto.

Pneumatici invernali

Poi c'è la questione legata al disegno del battistrada. I pneumatici invernali hanno una tassellatura più pronunciata e scanalature più ampie. Anche questo contribuisce alla deformazione del pneumatico. Per due motivi.

Il primo riguarda il fatto che i tasselli singoli, essendo “indipendenti” l’uno dall’altro, tendono a muoversi maggiormente durante il rotolamento (oltretutto sono anche dotati di intagli a lamella che attraversano a zig zag i singoli tasselli); il secondo riguarda il fatto che le gomme invernali hanno una minor superficie di contatto e, di conseguenza, devono resistere a pressioni maggiori nei punti in cui toccano l’asfalto.

Non solo gomme

Detto questo, non si può non ricordare che con l'arrivo della bella stagione stanno sopraggiungendo anche altri elementi, ancor più rilevanti, che contribuiranno a un calo dei consumi delle elettriche. Con un clima più mite, le batterie raggiungono prima le temperature ottimali d’esercizio, a tutto vantaggio dell’efficienza. E poi (ma questo discorso non vale per l’estate) si tende a usare meno il climatizzatore per riscaldare l’abitacolo.

Per concludere, ricordiamo che comunque, sia per l’estate sia per l’inverno, sul mercato stanno comparendo sempre più pneumatici pensati appositamente per le auto elettriche, per la diversa erogazione della coppia, per il maggiore peso e – appunto – per le peculiari esigenze di efficienza. Non resta quindi che cercare il prodotto che meglio risponde alle esigenze di ognuno.

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