I tre propulsori elettrici della prima ibrida plug-in di Maranello sono prodotti in Inghilterra e puntano tutto sul rapporto peso-potenza

Alla fine è successo. Dopo l'antipasto rappresentato dalla LaFerrari, il costruttore di Maranello ha presentato il suo primo modello ibrido plug-in. Si chiama SF90 Stradale e rappresenta il massimo della tecnologia firmata Ferrari oggi disponibile.

Motori elettrici dall’Inghilterra

La nuova SF90 Stradale adotta ben tre motori elettrici, due sull’asse anteriore, da qui la possibilità di poter contare su uno schema a trazione integrale, e uno montato tra il motore termico e il cambio. Per la progettazione e la costruzione dei motori elettrici, Ferrari si è rivolta all’azienda inglese YASA.

Per soddisfare le particolari esigenze del Cavallino, YASA ha creato dei motori elettrici dalle dimensioni estremamente compatte, caratterizzati da un ottimo rapporto tra la potenza che questi sono in grado di sviluppare e la loro massa, raggiungendo un valore di 14 kW/kg. Si tratta di un risultato di livello assoluto nella produzione odierna di motori elettrici.

Un po' di numeri della SF90

Se LaFerrari ha impressionato per i suoi numeri, la nuova SF90 Stradale non è da meno. É alimentata da un propulsore termico V8 biturbo da 780 CV e 800 Nm di coppia, che lavora congiuntamente con i tre motori elettrici in grado di sviluppare, da soli, una potenza massima di 220 CV. La potenza complessiva di sistema raggiunge così i 1.000 CV. Grazie a questi numeri, la SF90 Stradale è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e da 0 a 200 km/h in 6,7 secondi, fermando la sua corsa soltanto una volta raggiunti i 340 km/h.

Trattandosi di un'ibrida plug-in, è importante riportare anche qualche dato sul sistema ibrido. Ad alimentare i tre motori elettrici provvede una batteria agli ioni di litio da 7,9 kWh, che assicura un'autonomia in modalità completamente elettrica di 25 km.

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