Grazie alle moderne strategie di sviluppo, dal prossimo anno le auto elettriche costeranno come quelle a benzina o gasolio

Se fino ad ora il delta di prezzo tra un'auto elettrica e la sua controparte a benzina o diesel è stato molto importante, dal prossimo anno le cose cambieranno. È quanto emerge dall'Electric Vehicle Outlook 2019, un rapporto redatto da Bloomberg NEF, secondo il quale da metà 2020 si raggiungerà il pareggio di costo tra veicoli elettrici e auto “tradizionali”.

Futuro sempre più green

Questa previsione nasce da una profonda analisi dei più recenti trend di mercato a livello mondiale, che hanno visto il numero di immatricolazioni di modelli elettrici in costante crescita negli ultimi anni. Solo nel 2018 sono state vendute 2 milioni di auto elettriche. Un dato che secondo l'indagine di Bloomberg è destinato a crescere in maniera esponenziale, raggiungendo le 10 milioni di unità nel 2025, 28 milioni nel 2030 e 56 milioni nel 2040. Stando a questi dati, nel 2040 oltre la metà delle vendite a privati, il 57% per la precisione, sarà rappresentato da veicoli elettrici. Di conseguenza, il 30% dei veicoli circolanti saranno elettrici.

Anche il mondo del trasporto merci su gomma si evolverà di conseguenza. Entro il medesimo orizzonte temporale, infatti, il 56% dei veicoli commerciali leggeri sarà elettrico, quota che scenderà al 31% nel caso dei veicoli commerciali medi in Cina, Europa e America.

Interessante anche il dato sul car sharing, che nei prossimi anni andrà incontro a un forte sviluppo ed entro il 2040 l'80% dei veicoli in condivisione sarà elettrico.

Tesla Supercharger

Tutti i trucchi per risparmiare

Ma in che modo il prezzo delle auto elettriche scenderà a livello di quelle tradizionali se fino ad oggi il divario è stato così ampio? I produttori automobilistici sfruttano diverse strategie per contenere il più possibile i costi di produzione, riuscendo così a fissare un prezzo di vendita più basso. Tra queste, la produzione in proprio delle batterie. Politica da sempre seguita da Tesla e che da diverso tempo sta seguendo anche Daimler, con la produzione di batterie all'interno della fabbrica di Kamenz in Germania.

Altro elemento sul quale stanno lavorando i produttori è quello delle piattaforme. Da una parte c'è chi sviluppa pianali in grado di accogliere sia motori benzina e diesel, sia elettrici, esattamente come fatto da Opel con la nuova Corsa-e e da Peugeot con la e-208. Dall'altra c'è chi sviluppa piattaforme specificatamente elettriche ma modulari e quindi in grado di essere sfruttate su diversi modelli. Proprio come fatto da Volkswagen con a piattaforma modulare MEB.

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Oltre alla piattaforma, anche la possibilità di scegliere il pacco batterie in base alle proprie reali necessità di mobilità permetterà in futuro di contenere il costo dei veicoli elettrici. Come abbiamo spiegato nel nostro articolo di approfondimento, questa soluzione dovrebbe essere adottata anche dalla nuova Fiat 500 elettrica.

Infine, un'altra strada utile per abbattere i costi di produzione e quindi di vendita delle auto è quella delle partnership. Tra le più recenti, quella tra Ford e Volkswagen, per la condivisione della piattaforma MEB per lo sviluppo di modelli elettrici anche a marchio Ford.