Il fuoristrada inglese per antonomasia arriverà anche il versione alla “spina”. Ecco come sarà fatto.

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo di continuo, l'elettrico rappresenta non solo una soluzione per la mobilità del futuro, ma anche di quella attuale. Ormai tutti i costruttori presenti sul mercato (salvo pochissime eccezioni) offrono varianti con vari livelli di elettrificazione dei loro modelli. Un processo dal quale non “scampa” nessuno, dalle tranquille utilitarie alle potenti supercar. E ora, nemmeno i modelli più iconici dell'automobilismo possono fare a meno di questa soluzione, come la nuova generazione del Land Rover Defender.

Dopo le voci secondo le quali il fuoristrada per antonomasia del brand inglese non avrebbe avuto eredi, ora al Salone di Francoforte il 4x4 made in UK non solo torna sul mercato in una veste completamente rinnovata, ma anche con soluzioni tecniche inedite, come l'arrivo di un'inedita variante ibrida che, in linea con il design completamente rivisto, contribuisce a lanciare Defender in una nuova era, donandogli una seconda giovinezza.

Moderno e tecnologico

Di quanto sia cambiato si è ormai parlato in lungo in largo. Oltre ad un'estetica che, pur con diversi rimandi al passato, ha staccato in maniera prepotente con le generazioni precedenti, la nuova Defender è cambiata tanto anche sotto pelle. Il vecchio telaio a longheroni ha ora lasciato il posto a una monoscocca in alluminio che oltre a garantire un handling migliore negli spostamenti su strada, permette anche di contenere notevolmente il peso della vettura. Tanta poi la tecnologia di bordo che fa il suo debutto su un modello Land Rover proprio attraverso il nuovo Defender come il sistema di infotainment Pivi Pro, che supporta gli aggiornamenti OTA. Con una gamma strutturata su quattro livelli di allestimenti (Explorer, Adventure, Country e Urban) si adatta alle necessità non solo di chi intende muoversi lontano dall'asfalto, ma anche di chi, invece, vuole un mezzo per distinguersi in città.

Salone di Francoforte, Suv e Crossover “green”

Per ora mild-hybrid

Ma il vero punto sul quale vogliamo incentrarci sono i propulsori. Come dicevamo in apertura, l'elettrificazione ha travolto anche un modello iconico come Defender, che con l'ultima generazione porta al debutto un nuovo 3 litri a sei cilindri sovralimentato da 400 CV abbinato a un sistema mild-hybrid. Questo è costituito da un piccolo motore elettrico che in fase di rilascio o frenata recupera energia stoccandola all'interno di una piccola batteria a 48V, per poi restituirla in fase di accelerazione quando si richiede un picco di potenza al 3 litri o alimentando la rete di bordo nelle fasi di start&stop.

Defender 2020

Il plug-in dal 2020

Ma la novità più importante è rappresentata dall'arrivo di un'inedita variante plug-in del modello. Dovrebbe arrivare nel corso del prossimo anno, ma di lei non si sa ancora nulla. È possibile, tuttavia, che seguendo quanto fatto su altri modelli della casa inglese, la nuova variante “alla spina” del Defender monti un 2 litri a benzina da 300 CV, abbinato a un motore elettrico da 104 CV, per una potenza di sistema di 404 CV e 650 Nm di coppia. Grazie alla presenza di una batteria da 13,1 kWh, poi, la nuova Defender potrebbe essere in grado di percorrere circa 50 km con una sola carica. A tal proposito, se il powertrain fosse confermato i tempi di ricarica dovrebbero aggirarsi intorno alle 7 ore attraverso la normale presa di corrente domestica.

 

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