La Casa guarda all'elettrificazione 2.0: interasse variabile per ospitare una o due batterie e piena integrazione con la casa e la rete

Si avvicina il secondo capitolo della mobilità elettrica by Renault e a dare un primo assaggio di quello che ci aspetta è il concept Morphoz. Anche lui avremmo dovuto vederlo al Salone di Ginevra, ma grazie a un pre-show siamo riusciti comunque a toccarlo con mano prima della kermesse svizzera.

Con lui la Casa vuole amplificare il concetto di auto elettrica, adibendo elementi come la batteria ad hardware capace di comunicare e offrire altri servizi oltre alla propulsione dell'auto: vedi alla voce V2G per rendere l'accumulatore un elemento integrante della rete elettrica (anche domestica). Con la versione di serie, che verosimilmente si incarnerà in un crossover, arriverà anche la prossima generazione di piattaforma per le auto elettriche CMF-EV, capace di ospitare accumulatori più sottili e con tempi di ricarica ridotti, oltre a motori più compatti ed efficienti.

L'idea

Morphoz deriva dal greco e significa forma. Se pensate che questo nome sia stato scelto per la particolarità della carrozzeria vi sbagliate, visto che più che unica la forma è... doppia. La Morphoz, infatti, è in grado di variare il proprio interasse a seconda delle modalità City e Travel.

Nel primo caso la lunghezza della carrozzeria è di 4,40 m, con un passo considerevole di 2,73 m; dimensioni che danno spazio ad una batteria da 40 kWh buona per circa 400 km di autonomia in contesti urbani. Lievitano i numeri nel secondo caso, con l’auto che arriva a 4,80 m e il passo tocca i 2,93 m, dando così modo di integrare un’ulteriore batteria removibile da 50 kWh, che insieme a quella standard porta l’autonomia fino a 700 km circa. Sempre parlando di dimensioni, restano invariate sia larghezza che altezza, rispettivamente di 2 m 1,55 m.

Metamorfosi interna

Da una modalità all'altra i sedili della seconda fila possono scorrere all’indietro, per fare più spazio ai passeggeri della seconda fila e soprattutto per garantire più vivibilità anche al passeggero anteriore, dal momento che il sedile, con una "capriola", può portarlo a guardare negli occhi i compagni di viaggio seduti dietro.

In ogni caso chi guida non resta solo visto che può contare su un assistente di viaggio sempre a disposizione, il livingscreen panel. Uno schermo retrattile composto da due pannelli che fuoriesce dalla consolle automaticamente o a comando per fornire informazioni sulla guida.

Oltre l'auto elettrica

Pensate ad un ecosistema che parte dalle fonti rinnovabili e arriva fino alle lampadine delle nostre case massimizzando le possibilità del vehicle to grid, e nel caso specifico del vehicle to home, ossia la possibilità di usare la batteria dell'auto come accumulatore domestico.

È questa l'idea dei tecnici Renault che vedrebbe l'auto derivata da questo concept come un estensione della rete, capace di utilizzare le batterie per lo stoccaggio dell'energia (pensiamo alle case dotate di pannelli fotovoltaici) e per stabilizzare la rete nei momenti dove avviene il picco di richiesta. In questo senso, Renault ha già avviato un esperimento molto interessante per rendere del tutto carbon free un'isola grazie alle rinnovabili e al supporto alla rete di una flotta di auto elettriche. Per scoprire tutti i dettagli non perdetevi il nostro video sulla Morphoz.

Fotogallery: Renault Morphoz concept