La tecnologia che permette alle auto di restituire energia alla rete quando c'è più richiesta è in fase di sviluppo. Ma cosa comporta?

Uno dei maggiori interrogativi a cui l'industria dell'auto e i fornitori di energia stanno cercando di rispondere in  previsione dei futuri scenari di mobilità elettrica diffusa riguarda i possibili effetti che questo potrebbe avere sulle produzione e distribuzione di energia man mano che i veicolia batteria si diffonderanno.

La maggior parte delle proiezioni non è eccessivamente pessimistica circa la questione dell'approvvigionamento energetico: Volkswagen , ad esempio, nel presentare la piattaforma elettrificata MEB, base della nuova famiglia di vetture EV avviata dalla ID.3, ha stimato che se in Germania circolasse un milione di veicoli elettrici il loro fabbisogno energetico peserebbe per appena lo 0,5% sulla produzione nazionale che attualmente ammonta a 520 TWh (terawattora).

V2G, cos’è e che prospettive ha

La soluzione per l'ora "di punta"

Lasciando da parte per un momento le questioni legate alla generazione dell'energia, il dubbio maggiore riguarda la capacità della rete di far fronte a picchi di richiesta, immaginando un certo numero di auto messe sotto carica in pieno giorno quando il consumo di energia è già elevato.

Una possibile soluzione, al centro di studi e sperimentazioni, è il cosiddetto V2G, acronimo di “Vehicle to grid”, che significa “dal veicolo alla rete” e racchiude in sè la tecnologia della ricarica bidirezionale e il concetto, sempre meno filosofico, di "ecosistema elettrico".

Si basa su sistemi di carica capaci di trasferire energia non soltanto dalla sorgente verso la batteria ma anche in direzione opposta, in modo che all'occorrenza le auto stesse possano trasformarsi in riserve a cui attingere in momenti particolarmente critici per stabilizzare la rete ed evitare sovraccarichi. Calcolando che una buona parte di essere venga ricaricata di notte, quando c'è meno attività, e possa mettere a disposizione la sua riserva di giorno.

V2G, cos’è e che prospettive ha

Vantaggi e problemi

Sulla carta, questo consentirebbe di avere a disposizione una sorta di "batteria diffusa" che possa livellare domanda e offerta di energia in casi di forte assorbimento. Tuttavia, la sua applicazione pone ulteriori dubbi e interrogativi che iniziano dagli effetti che questo potrebbe avere sulla vita delle batterie.

Attualmente infatti, la loro durata è stimata sulla base di un certo numero di cicli di carica e scarica a cui corrisponde una certa percorrenza. Tuttavia, uno scambio energetico più frequente a vettura ferma potrebbe in teoria accelerarne l'usura e quindi la durata, portandola prima del tempo oltre la soglia di efficienza dell'80% che è considerata il limite sotto il quale occorre sostituirla.

V2G, cos’è e che prospettive ha

C'è inoltre da valutare quanta dell'autonomia ogni utente potrebbe essere disponibile a cedere, in modo da non ritrovarsi, in caso di bisogno ad avere una quantità residua di energia insufficiente alle sue necessità.

V2G, cos’è e che prospettive ha

Gli esperimenti di Nissan, Renault ed FCA

Proprio per questo, molti costruttori in collaborazione con i fornitori di energia , hanno già avviato diversi programmi di sperimentazione per collaudare sia la tecnologia stessa della ricarica bidirezionale sia della condivisione energetica. Iniziando da Nissan, che già lo scorso anno, in Germania, ha ottenuto per la Leaf la certificazione da parte del gestore federale dell'energia per la condivisione di energia in rete.

In Italia, dopo un primo esperimento condotto presso l'Istituto Italiano di Tecnologia a Genova, Nissan ha avviato un altro progetto a Milano, al centro di ricerca RSE, in collaborazione con Enel X, con l'obiettivo di arrivare a introdurre questa soluzione in commercio entro il 2021.

Renault ha invece scelto l'isola portoghese di Porto Santo come ambientazione per collaudare la gestione intelligente dell'energia introducendo una piccola flotta di modelli in un altrettanto piccolo ecosistema che tra l'altro fa largo uso di risorse rinnovabili. Mentre FCA, che si prepara ad entrare nel mondo dell'elettrico, ha annunciato una collaborazione con Terna per lo sviluppo in proprio del V2G.

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