La Casa deve intervenire sul software delle vetture (principalmente Kona) per scongiurare il rischio di incendi: gli costerà 800 mln €

Hyundai fa sapere di aver avviato una campagna di richiamo a livello mondiale che interessa 82.000 sue vetture elettriche. Sotto la lente sono finiti infatti i malfunzionamenti di alcune batterie, con il rischio nei casi più estremi addirittura di prendere fuoco. Un'ipotesi fortunatamente remota, ma ovviamente da scongiurare intervenendo immediatamente.

L’intervento riguarda principalmente la Kona Electric, circa 76.000 esemplari interessati. Il problema potrebbe verificarsi anche su alcune Ioniq EV e su alcuni autobus a zero emissioni Elec City.

Come nel 2020?

La Casa coreana aveva già richiamato 25.000 Kona Electric lo scorso ottobre per un problema analogo e le due campagne, sommate, potrebbero costarle circa 800 milioni di euro. Si tratta con ogni probabilità del richiamo più costoso visto nell'industria dell'auto.

Primo test Hyundai Kona EV 2019

Nel 2020 la Casa ha risolto il problema con un aggiornamento del software reso necessario dopo che una decina di auto avevano presentato il malfunzionamento nella sua forma più grave. Gli episodi si sono verificati per la maggior parte in Corea, oltre che in Canada (2), in Finlandia (1) e in Austria (1).

Di chi è la responsabilità

Il nodo è che proprio uno degli esemplari richiamati, con software aggiornato, è tornato nell'occhio del ciclone. Questo episodio ha spinto le autorità coreane a verificare se gli interventi apportati da Hyundai fossero stati adeguati.

Le batterie a rischio sono prodotte da LG Energy Solution, divisione di LG Chem che dal canto suo afferma che il prodotto non ha difetti congeniti e che lo scaturire delle fiamme su alcune vetture sia imputabile ad un errore di software. 

Il Ministero ci vuole vedere chiaro

La questione non è però così semplice. Il ministero dei Trasporti coreano infatti crede che gli incendi possano scaturire da un difetto all'interno delle celle, ma sta ancora indagando sulle reali cause. 

Di fronte alle dichiarazioni delle autorità LG Chem ha continuato a negare ogni responsabilità, ma ha anche confermato di essere a disposizione del ministero per aiutarlo a determinare i reali motivi del difetto. Il tempo ci dirà di chi è realmente la responsabilità di quanto avvenuto, l'importante però ora è che si sia intervenuti per risolvere il problema definitivamente.