Mazda è sempre stata una Casa che ha fatto le cose a modo proprio. Innovando con soluzioni tecniche inedite e seguendo strade che altri costruttori non hanno percorso.

Fedele a questo modo di essere unico, il costruttore coreano starebbe lavorando su un motore rotativo alimentato addirittura a idrogeno.

La rinascita del Wankel

Il motore rotativo Mazda è andato definitivamente in pensione nel 2012, con l’uscita di scena della sportiva RX-8. Da allora, la Casa giapponese non ha più proposto questo tipo di propulsore. Lo scorso anno, però, hanno iniziato a circolare voci sempre più insistenti che concordavano sul fatto che Mazda potesse rispolverare il famoso Wankel utilizzandolo come range extender per le proprie auto elettriche.

Poi, quelle stesse voci si sono affievolite, anche di fronte ad alcune smentite ufficiali, per quanto in altre occasioni da Fuchū (nella prefettura di Hiroshima) abbiano anche affermato che quella del motore rotativo sia una soluzione tecnica non ancora del tutto accantonata.

2020 Mazda MX-30

Di sicuro c’è chi inizia a dubitare che possa mai vedere la luce. Ma BestCarWeb.jp, sito giapponese di informazione automobilistica specializzato in vetture provenienti dal Sol Levante, non è tra questi. Anzi, non solo ha detto che la Casa avrebbe intenzione di riportare in vita il motore Wankel, ma che starebbe mettendo a punto una versione dello stesso in grado di funzionare a idrogeno anziché a benzina. In fondo, già nel 2003 Mazda mostrò una concept su base RX-8 che montava proprio un motore rotativo alimentato a idrogeno.

Tra pro e contro

Insomma, il motore Wankel potrebbe rinascere non con il ruolo "secondario" di range extender per la MX-30 e le altre auto a zero emissioni della Casa, ma addirittura come organo propulsivo principale. Sarà davvero così? Difficile a dirsi. Da una parte, un motore Wankel a idrogeno potrebbe contare su un grande vantaggio. Visto che il gas, a differenza della benzina, permetterebbe una migliore gestione delle temperature e scongiurerebbe molti problemi legati al surriscaldamento di cui il rotativo ha sempre sofferto.

Dall’altra, se non fosse un range extender ma un il cuore pulsante di un nuovo schema propulsivo (il ritorno dell'idrogeno nei motori termici è allo studio anche in Toyota), potrebbe essere molto costoso da produrre e potrebbe essere quindi limitato a un modello particolarmente esclusivo o a versioni particolari di modelli che, per la maggior parte delle unità prodotte, adotterebbero powertrain tradizionali. Di certo, non vediamo l'ora di saperne di più.

Fotogallery: Mazda MX-30