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La Mazda 6e alla prova dei 1.000 km

Lo youtuber Bjørn Nyland testa la berlina elettrica giapponese sulle fredde autostrade scandinave: ecco com’'è andata

Mazda 6e
Foto di: Bjorn Nyland (YouTube)

La Mazda 6e è una berlina elettrica lunga poco meno di 5 metri, che nella versione base abbina la trazione posteriore da 190 kW a una batteria LFP con tempi di ricarica rapidi. Adesso viene messa alla prova dal tester norvegese-tailandese Bjørn Nyland.

Lo youtuber è noto nel settore per la cosiddetta “sfida dei 1.000 km” a cui sottopone le auto elettriche. Si tratta di test che misurano quanto tempo serve per percorrere mille chilometri sulle autostrade scandinave, includendo sia la guida che le soste di ricarica.

Mazda 6e: specifiche e condizioni

In questo contesto, la Mazda 6e versione base parte con autonomia WLTP massima da 479 km (non particolarmente elevata) e velocità di ricarica interessante: la batteria da circa 68 kWh netti (secondo EV-Database) dovrebbe passare dal 10% all’80% in 24 minuti. Ne deriva una velocità media teorica di ricarica pari a 1,9 kWh al minuto.

Il test si svolge in condizioni climatiche rigide, con temperature esterne fino a -17 °C. E proprio il freddo mette i bastoni fra le ruote alla berlina elettrica. Prima della partenza, Nyland nota infatti che la batteria si preriscalda da ferma, non durante la marcia.

La prova

Utilizzando il Car Scanner (un dispositivo collegato alla presa di diagnosi dell’auto) il tester rileva che in autostrada la batteria non raggiunge sempre la temperatura adeguata. All’interno dell’accumulatore si registrano anche differenze termiche: fino a 24 gradi, che in un caso, durante la ricarica, arrivano a 27 °C. La conclusione di Nyland è che la batteria non sia abbastanza isolata termicamente e perda energia col freddo, penalizzando la ricarica.

Altro capitolo riguarda il software. Pare infatti che la ricarica possa essere interrotta solo tramite il touchscreen dell’auto. Se il processo viene fermato direttamente dalla colonnina, il cavo resta bloccato, perché il sistema segnala che l’auto sta ancora ricaricando. Nemmeno il blocco e sblocco delle porte dall’esterno risolve la situazione. In più, dopo aver scollegato il cavo, l’auto si chiude automaticamente, impedendo di rientrare a bordo finché non si usa il telecomando.

Nyland segnala poi che il cruise control riduce la velocità fino a 25 km/h anche in curve autostradali leggere. La potenza di trazione visualizzata dal Car Scanner non supera i 111 kW, nemmeno a pieno acceleratore, rimanendo così al di sotto dei 190 kW dichiarati. Ancora: il tester nota che, impostando una forte rigenerazione da frenata, il passaggio dalla decelerazione all’accelerazione risulta brusco: rilasciando leggermente l’acceleratore e poi premendolo di nuovo, l’auto sembra fare uno scatto.

Capitolo autonomia. La Mazda 6e utilizza una batteria LFP, tecnologia nota per la difficoltà nel determinare con precisione lo stato di carica, perché la tensione delle celle varia poco al variare della percentuale di carica. Così, a un certo punto, la potenza di trazione viene limitata dal sistema a 40 kW. Però, grazie alla riserva, Nyland riesce a raggiungere una colonnina.

Arrivato al caricatore con lo 0% indicato, la potenza di ricarica tocca i 160 kW, in linea con i 165 kW dichiarati dal costruttore. Questo valore rimane fino al 50% dello stato di carica, con oltre 130 kW. Nelle soste successive, invece, la potenza si attesta tra 85 e 116 kW.

Giudizio: promozione per l’estetica

Al netto di tutto, il tester giudica la Mazda 6e un’auto esteticamente riuscita. Ne apprezza gli interni lussuosi, i sedili confortevoli e il buon isolamento acustico, anche se su asfalti più ruvidi il rumore aumenta, probabilmente a causa di una coibentazione non ottimale dei passaruota. Anche il consumo medio calcolato, pari a 23,3 kWh/100 km nonostante le basse temperature, non risulta eccessivo. In totale, per completare i 1.000 km, la 6e impiega 11 ore.