Stop a benzina e diesel: l'Italia dice ufficialmente "no" all'Europa
Il ministro Giorgetti annuncia la richiesta alla Commissione Ue di cambiare Fit for 55, il piano che prevede solo elettriche dal 2035
L’Italia non è d’accordo sullo stop alla vendita di auto a benzina e diesel dal 2035 proposto dalla Commissione Ue nel pacchetto di riforme climatiche “Fit for 55”. Lo ha detto oggi Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico, in occasione del Question Time alla Camera.
Il Governo “ritiene necessario proporre alla Commissione Ue una revisione del pacchetto citato per favorire una gestione della transizione ecologica che tenga conto delle esigenze dell’industria automobilistica italiana e degli aspetti sociali ad essa legate”.
Non siamo pronti?
Tradotto, significa che, secondo l’esecutivo, il nostro Paese ancora non sarebbe pronto per pensare di far scomparire le vetture endotermiche dai concessionari fra 14 anni. Troppo pesante, ritiene Giorgetti, sarebbe l’impatto sulla filiera della componentistica italiana, da sempre considerata un’eccellenza della nostra industria. A questo punto, la battaglia per le auto elettriche si giocherà tutta a Bruxelles.
Sorpresa a metà
La cosa, comunque, non sorprende troppo, visto che il titolare del Mise aveva già fatto capire la posizione del Governo nelle scorse settimane, parlando al Corriere della Sera. In quell’occasione, Giorgetti aveva spiegato perché l’Italia non avesse aderito al patto della Cop26 che, similmente a Fit for 55, chiede di fermare i motori a combustione nel 2035 nei mercati avanzati e nel 2040 in tutto il resto del mondo.
“Dobbiamo affrontare la transizione ecologica con un approccio tecnologicamente neutrale”, aveva dichiarato il ministro, specificando che “decarbonizzare non può diventare sinonimo di elettrico” e, per questo, “non possiamo bocciare altre strade in modo pregiudiziale”. Giorgetti era stato ancora più esplicito, dichiarando che “devono proseguire ricerca e sviluppo su altri combustibili non fossili, sui quali le nostre imprese stanno facendo investimenti importanti”.
Il ministro ha parlato senza troppi giri di parole anche oggi, affermando che queste tematiche sono state “ribadite nell’ambito della conferenza di Glasgow Cop26, dove l’Italia, insieme alla Germania, non ne ha condiviso le conclusioni”.
Però arrivano gli incentivi (forse)
Lo stesso question time ha portato anche notizie sul dibattuto tema degli incentivi, perché Giorgetti ha annunciato un possibile rifinanziamento all’ecobonus con la legge di Bilancio, dove gli incentivi sono stati finora i grandi assenti.
Consigliati per te
Greenvolt porta il fotovoltaico industriale a Cucciago
Hotel e auto elettriche: il business della ricarica cresce
Calenda chiede a Salvini di autorizzare la guida autonoma di Tesla
L'elettrico di BYD si prepara a entrare in Formula 1
Perché la Denza Z9 GT costa molto più in Europa che in Cina
Il Tesla Semi entra in produzione (per davvero)
Scontro Europa-Cina sugli incentivi alle auto elettriche “made in Ue”