Di emergenze ne stiamo vivendo decisamente troppe negli ultimi anni. Ce n'è una, però, che si muove in maniera più strisciante delle altre, ma non per questo può essere dimenticata: è il cambiamento climatico, tra i protagonisti, a suo modo, degli Electric Days 2022.

Un tema così importante e delicato non poteva che richiedere la presenza di un esperto del settore per essere raccontato. L’identikit corrisponde al volto di Andrea Spolaor, ricercatore ISP-CNR, che si è collegato con noi dalle isole Svalbard, dove sta realizzando degli studi per capire come il riscaldamento globale rischia di stravolgere progressivamente il nostro Pianeta. Nel video in alto trovate l'intervista integrale.

Lontano? Per niente

Ma perché dovremmo interessarci di cosa succede nelle regioni più estreme della Terra? Lo spiega lo stesso Spolaor: “In alcune zone del mondo, gli effetti del cambiamento climatico sono amplificati. Qui le temperature stanno aumentando più rapidamente della media globale”.

Il ricercatore Andrea Spolaor si collega agli Electric Days 2022 dalle isole Svalbard

Il problema per noi, come se quelli in posti più lontani non fossero abbastanza e non ci interessassero, è che “tutto ciò che avviene ai Poli viene poi trasferito alle medie e basse altitudini. Se l’Artico sta soffrendo – continua Spolaor –, altre zone del pianeta ne subiranno le conseguenze, prima o poi”.

Fare subito

Un esempio dovrebbe bastare: l’aumento anche di 1 grado solo della temperatura globale porterà sicuramente allo scioglimento dei ghiacciai, con un “fortissimo impatto sull’ecosistema artico”, che colpirà poi le altre zone del mondo nel giro di 10-30 anni. Le prime vittime saranno le persone che vivono sulle coste, cioè circa metà della popolazione.

E poi ci saranno gli allagamenti delle città e gli effetti sull’agricoltura. “Si sta facendo di più rispetto agli anni scorsi – conclude Spolaor –, ma non abbastanza. Dobbiamo agire ora, senza pensare che ambiente si autoregolerà”, è l’invito finale.

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