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Goldman Sachs e l'ottimismo sulle materie prime dell'auto elettrica
Secondo la banca d'affari Usa cobalto, litio e nichel torneranno a prezzi più bassi nel 2023. Ma bisogna fare attenzione al post-2024

Riccardo Ciriaco 
Di: Riccardo Ciriaco
31 mag 2022 alle 11:51
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Cobalto, litio e nichel: ingredienti fondamentali delle auto elettriche, ma maledettamente cari da quando la combo pandemia-guerra ha sconvolto i mercati. Eppure, il peggio potrebbe essere alle spalle, con i prezzi di questi tre importantissimi metalli destinati a diminuire.
È la previsione di Nicholas Snowdon e Aditi Rai, due analisti di Goldman Sachs, secondo i quali il picco di costi sarebbe molto vicino. La loro ipotesi è di un ritorno a prezzi più contenuti entro i prossimi due anni, con tutti i benefici che questo comporterebbe per la mobilità sostenibile.
Un po’ di numeri
“Gli investitori sono pienamente consapevoli che i metalli delle batterie giocheranno un ruolo cruciale nell’economia globale del 21° secolo”, scrivono gli esperti. “Ma, nonostante questa domanda esponenziale, per ora vediamo che il mercato rialzista dei metalli per batterie è finito”.
Quali saranno quindi le quotazioni del prossimo futuro? Per quanto riguarda il cobalto, Snowdon e Rai sostengono che i prezzi passeranno dagli attuali 80.000 dollari per tonnellata a 59.500 dollari/tonnellata nel 2023 (a fine 2019 era a circa 32.700 dollari/tonnellata).

Batterie agli ioni di litio
Più drastico il calo del litio, che scenderebbe dai circa 54.000 dollari/tonnellata di oggi a 16.000 dollari/tonnellata entro il prossimo anno (13.000 dollari/tonnellata a fine 2019). Altalenante invece l’andamento del nichel, che in questo momento viaggia intorno ai 30.000 dollari/tonnellata: il metallo continuerà a crescere fino ai 36.500 dollari/tonnellata, per poi lanciarsi verso il basso (a fine 2019 era a quasi 14.000 dollari/tonnellata).
Occhio al post-2024
Tutto questo, osservano gli analisti, perché la spinta verso la transizione ha condotto inevitabilmente a un aumento della domanda che ha trascinato verso l'alto anche i prezzi. Per rispondere alla crescente richiesta, tuttavia, i produttori si sono messi all'opera per incrementare le estrazioni e il riallineamento tra domanda e offerta potrà ora placare le quotazioni.
Fino a quando però? Difficile da dire in uno scenario fluido come quello attuale, ma si ipotizza che la situazione possa tornare a surriscaldarsi dopo il 2024. Una cosa però è certa: a fronte della volatilità dei mercati delle materie prime, per accompagnare la crescita dell'auto elettrica, dovrà essere la tecnologia a rendere sempre meno costose ed efficienti le batterie.
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Fonte: Bloomberg
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