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Auto elettriche: quanto crescono i prezzi di nichel, litio e cobalto

Le materie prime necessarie per la produzione delle batterie vivono rincari senza precedenti: sospese le contrattazioni del nichel

Una miniera di Cobalto in Congo

Pietro Cardone Pietro Cardone

Di: Pietro Cardone

9 mar 2022 alle 07:00

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Non sono tempi facili per il mondo dell’automobile. Da una parte la crisi dei chip rallenta la produzione, dall’altra l’aumento del costo delle materie prime mina la solidità economica e assottiglia i guadagni. Il tutto, mentre i grandi gruppi affrontano la rivoluzione legata alla transizione ecologica.

Proprio le auto elettriche sono quelle che risultano più penalizzate dai crescenti prezzi delle materie prime in generale e dei metalli in particolare. Le terre rare utilizzate per produrre le batterie, infatti, stavano già aumentando di valore a causa della crescente domanda, ma con la situazione attuale, i prezzi sono definitivamente schizzati alle stelle. E la guerra tra Russia e Ucraina non aiuta, anzi...

Crescita inarrestabile

Il litio, elemento indispensabile per la produzione di batterie che non per niente ne ricordano la necessità sin dal nome, sta procedendo verso nuovi valori record. Basti ricordare che a inizio 2021 era intorno ai 5 euro al kg (dopo un picco relativo di 12 euro al kg nel 2018) mentre ora è salito intorno ai 30 euro al kg. Le previsioni non sono rosee: secondo gli analisti potrebbe arrivare a sfiorare i 50 euro al kg verso l’inizio del 2023.

Ancor peggio va se si guarda al cobalto, elemento chiave per la produzione del catodo di una batteria agli ioni di litio. Per quanto il suo utilizzo si stia riducendo, è responsabile da solo del 25% del costo dell’intero accumulatore. Fortunatamente, proprio la presenza di diverse formule chimiche, dal picco di 40 dollari per libbra (80,76 euro per kg) ai 25 dollari per libbra (50,47 €/kg) del 2021. Ma ora fa rotta di nuovo verso i 35 dollari per libbra, pari a 70 euro al kg.

Cobalto

Il caso del nichel

Se c’è un metallo legato alla produzione di batterie il cui prezzo sta crescendo a vista d’occhio, quello è il nichel. Solo nella giornata di ieri il prezzo è addirittura raddoppiato rispetto alle quotazioni del giorno precedente. Il motivo è semplice: la Russia ne è il principale produttore al mondo.

Il prezzo è così volatile che la London Metal Exchange ha deciso di sospenderne le contrattazioni almeno per la seduta di ieri. "A seguito di ulteriori aumenti notturni senza precedenti del prezzo del nichel a 3 mesi, l'LME ha preso la decisione di sospendere le contrattazioni, come minimo, per il resto di questa giornata", recita il comunicato della Borsa dei metalli di Londra.

Tesla Model Y: celle cilindriche tipo 4680 e batteria strutturale (fonte: Paul Kelly)

"L'LME, in stretta collaborazione con il Comitato Speciale, ha monitorato il mercato e l'effetto dell'evoluzione della situazione in Russia e Ucraina. È evidente che ciò ha influenzato il mercato del nichel in modo particolare. Visti i movimenti dei prezzi nelle ore asiatiche di questa mattina, l'LME ha preso questa decisione per garantire un mercato ordinato".

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