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Ricarica gratuita per i dipendenti: i chiarimenti sulla tassazione
Secondo l'Agenzia delle Entrate, promuovere l'auto elettrica rientra nel welfare aziendale, ma solo a certe condizioni

Riccardo Ciriaco 
Di: Riccardo Ciriaco
13 giu 2022 alle 09:47
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Un caso che potrebbe fare scuola e dare un assist alla diffusione delle auto elettriche, sia tra le imprese che tra i privati. È quello finito nelle mani dell’Agenzia dell’Entrate, che nei giorni scorsi ha sciolto un quesito non da poco: i dipendenti devono pagare le tasse sulla ricarica gratuita prevista da un programma di sostenibilità aziendale?
Posta la domanda, possiamo già rassicurare tutti: la risposta dell’ente è no, anche se vanno rispettate certe condizioni. A porre l’interrogativo era stata una società specializzata nella trasformazione della carta tissue in prodotti confezionati e che fa parte di un omonimo Gruppo imprenditoriale. Vediamo cosa è successo.
Tasse o no?
L’idea dell’azienda è quella di regalare sei mesi di ricarica gratuita ai dipendenti che acquisteranno un’auto elettrica o ibrida plugin entro un certo periodo di tempo, stabilendo alcuni limiti contro gli abusi (per esempio, un numero massimo di rifornimenti o di kWh) e utilizzando energia ricavata da propri impianti fotovoltaici ed eolici o, in alternativa, da operatori convenzionati.
L’obiettivo è incentivare l’uso della mobilità sostenibile, anche nel privato. Ma la società si è posta un dubbio: questo benefit può essere considerato un reddito da lavoro dipendente, su cui si pagano le imposte, o rientra fra quelle iniziative aziendali escluse da imposizione fiscale?

Perché no
Nel secondo caso, sostiene la società, la ricarica gratuita svolgerebbe quella funzione di “educazione” prevista dal Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) del 1986, dove si può leggere che “non concorrono a formare il reddito:
l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari indicati nell’articolo 12 per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 100” (articolo 51, comma 2, lettera f).
L’ok del Fisco
Un’interpretazione che è piaciuta all’Agenzia delle Entrate, secondo la quale l’eccezione è valida anche quando il datore di lavoro “offra ai propri dipendenti il servizio di ricarica dell’auto elettrica” per “promuovere un utilizzo consapevole delle risorse ed atteggiamenti responsabili dei dipendenti verso l’ambiente, attraverso il ricorso alla mobilità elettrica”.
L’iniziativa risponde infatti a “una finalità di educazione ambientale perseguita dall’azienda”. Il Fisco conclude spiegando che il benefit può godere “del regime di esclusione dal reddito di lavoro dipendente”. Ma non prima di aver ricordato le condizioni, già indicate dal Tuir:
- le opere e i servizi devono essere messi a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti;
- le opere e i servizi devono riguardare esclusivamente erogazioni in natura e non erogazioni sostitutive in denaro;
- le opere e i servizi devono perseguire specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto di cui all'articolo 100, comma 1, del Tuir.
La risposta dell'Agenzia delle Entrate
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Fonte: Agenzia delle Entrate
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