Il primo decennio degli anni Duemila è stato il periodo del grande boom dei Suv. Un po' tutti i costruttori cominciavano ad affacciarsi a questo sempre più prospero segmento di mercato. Già all'epoca, però, c'è chi aveva intuito che ben presto i Suv avrebbero fagocitato altri segmenti, su tutti, quello dei monovolume.

E così, per stare al passo con i tempi, al Salone di Detroit del 2008 Chrysler presentò l'ecoVoyager: un prototipo a metà strada tra un SUV e un monovolume, alimentato da un inedito powertrain elettrico con batterie e fuel cell. Un modello pensato per tenere alta l'attenzione del pubblico sui monovolume e al contempo mostrare il potenziale tecnologico del costruttore americano sul tema (all'epoca ancora poco diffuso) dell'elettrico.

Una soluzione azzardata

L'elemento più curioso della Chrysler ecoVoyager era rappresentato dal suo powertrain. Il prototipo era pensato per muoversi sfruttando in determinate condizioni l'elettricità contenuta all'interno di una batteria agli ioni di litio posizionata sotto il pianale. Questa, cedeva energia ad un motore elettrico in grado di sviluppare una potenza di 268 CV. 

L'autonomia era di appena 68 km. Secondo i tecnici Chrysler, più che sufficiente per rispondere alle necessità di spostamento quotidiane degli americani. Tuttavia, la ecoVoyager era in grado di affrontare anche trasferte più lunghe grazie ad un sistema a idrogeno montato a bordo. Questo era costituito da due serbatoio posizionati nella parte posteriore del veicolo, che assicuravano un'autonomia totale che raggiungeva i 483 km.

Chrysler ecoVoyager Concept 2008

Grande ma leggera

Il tutto, con prestazioni degne di nota. L'ampio utilizzo di materiali leggeri aveva infatti permesso ai tecnici Chrysler di contenere notevolmente il peso della vettura, fermando l'ago della bilancia a soli 1.300 kg. Un risultato di tutto rispetto se si considera che la ecoVoyager era lunga 4,85 metri, larga 1,91 e alta 1,60. Grazie a questo e ai 268 CV del motore elettrico, il modello era in grado di scattare da 0 a 100 km/h in meno di 9 secondi. 

L'assetto rialzato e le ruote di grandi dimensioni poi, dovevano teoricamente permettere al monovolume "green" di Chrysler di affrontare anche qualche tratto di strada non asfaltato. Questo per incontrare i gusti di una clientela che in quegli anni era sempre più attratta dai modelli a "ruote alte".

Chrysler ecoVoyager Concept 2008

Spaziosa e tecnologica

La ecoVoyager, inoltre, è stata l'antesignana di un nuovo linguaggio stilistico che negli anni successivi avrebbe profondamente influenzato il design di Chrysler. Fuori le linee morbide e affusolate della carrozzeria favorivano l'aerodinamica del modello, mentre all'interno la presenza di soli quattro posti permetteva di viaggiare nel comfort più totale.

L'assenza della meccanica tradizionale lasciava moltissimo spazio ai passeggeri. Tanta poi la tecnologia a bordo, che si esprimeva però in maniera elegante e discreta. Gli specchietti, ad esempio, erano digitali, mentre sul soffitto era presente il sistema Direct Sound che permetteva ad ogni passeggero di ascoltare la propria musica preferita, senza cuffie e senza disturbare gli altri occupanti.

Fotogallery: Chrysler ecoVoyager Concept 2008