Vai al contenuto principale

Il mio cane adora il ronzio dell'auto elettrica

Il racconto di giornalista americano che possiede un meticcio di Husky e una Chevrolet Blazer EV

Flip ama le Chevy EV
Foto di: Illustration by Sam Woolley

Vedo le sue piccole orecchie a punta spuntare dalla finestra del soggiorno già quando arrivo in strada. Prima ancora di vedere casa, prima che si sollevi assonnato dalla sua cuccia, il mio Kickflip sa che sto arrivando. E tutto grazie al ronzio “da astronave” della mia Chevrolet Blazer EV.

Sono certo che l’abbiate sentito anche voi, o qualcosa di simile, quando passa l’ibrida o l’elettrica di un vicino. Dal 2016, le autorità federali statunitensi obbligano tutte le auto elettriche e le ibride a emettere un suono di avviso per i pedoni quando viaggiano sotto i 30 km/h (18,6 mph), per evitare che qualche runner venga colto di sorpresa da una vettura che si muove nel silenzio più totale. Sopra quella velocità, secondo questa logica, il rumore di rotolamento degli pneumatici è già sufficientemente forte da farsi notare da solo.  

Recensione del proprietario della Chevy Blazer EV 2024

Flip nella sua auto preferita al mondo.

Foto di: Mack Hogan/InsideEVs

Ogni marchio adotta una soluzione leggermente diversa: il suono di avviso di Tesla, alle mie orecchie, è il più “cartoonesco” e simile a un’astronave, mentre altri sono più vicini all’idea non proprio sexy e “platonica” di un suono di avvertimento: il pink noise. Eppure, quasi tutti restano sulla stessa impostazione di base, adottando la colonna sonora di un hoverboard al minimo o di un aspirapolvere dell’anno 3.000. Ascoltate una Hyundai, una Toyota, una Honda o una Chevrolet passare in modalità elettrica pura e vi sarà difficile cogliere differenze reali.

Ma voi state usando orecchie umane. Per Flip, con le sue orecchie “superpotenti” e super carine, il compito è più facile. Non è una novità che i cani sappiano distinguere rumori specifici dei veicoli: il meticcio di San Bernardo di un mio amico capisce quando sta arrivando la Lexus LC500 del proprietario, perché l’auto ha un particolare borbottio da V8 impossibile da non notare.

Però anche le orecchie formato maxi di Clifford difficilmente distinguerebbero il quattro cilindri noiosetto della vostra Mazda CX-5 dal quattro cilindri ancora più rumoroso della Hyundai Tucson del vicino. Nel mondo delle elettriche, invece, le “note” arrivano più chiare. E il risultato è che il mio cane è diventato un autentico appassionato delle EV Chevrolet.

Quando sente la mia Blazer EV spuntare all’angolo, fare inversione in tre manovre nel vialetto del vicino e poi rallentare fino a fermarsi, è il segnale che sta per accadere la cosa migliore possibile: il suo migliore amico sta tornando a casa. Ecco allora la coda che scodinzola, l’appostamento sul divano per guardare fuori dalla finestra e la corsa eccitata verso la porta. Gran parte della sua vita è tra queste mura e in queste strade; per sbloccare qualcosa di meglio, ha bisogno che io sia a casa, con tutto ciò che comporta tra cibo e gite al dog park.

Ma c’è un’altra cosa che dovete sapere sui cani: sono terribilmente incapaci di generalizzare. Nei miei tentativi di addestrare il mio meticcio di Husky, pieno di energia e di un anno e mezzo, l’ho imparato nel modo più duro. Il fatto che sappiano cosa significa “al piede” in giardino non vuol dire che lo capiscano anche durante la passeggiata. Quindi, se Flip ha imparato che l’arrivo di una Blazer EV significa “papà è a casa”, è un’esperienza molto più spiazzante quando sentiamo lo stesso suono insieme mentre siamo in giro. 

Tutte le elettriche Chevrolet e la maggior parte delle elettriche del gruppo General Motors emettono lo stesso suono di avviso per i pedoni. È lo stesso anche sulla Honda Prologue, “gemella” frutto di badge engineering. E dato che vivo sulla costa della California del Sud, non si può camminare molto senza sentire una Equinox EV o una Prologue che va avanti e indietro.   

Quando succede, immancabilmente, Flip scatta sull’attenti, fissa con gli occhi l’“incriminata” fonte del suono e la osserva con l’intensità di uno studente di cinema che guarda Inception sotto effetto di sostanze. A volte il tutto è accompagnato da coda che scodinzola, tirate eccitate al guinzaglio od occhiate verso di me, come a cercare conferma. “Papà sta arrivando”, pensa il suo cervellino grande come una nocciolina, mentre è seduto a mezzo metro da me.

In pratica è così che reagisce Flip quando passa una Honda Prologue.
Foto di: Mack Hogan/InsideEVs

Ho provato ad applicare un ragionamento umano, visto che l’hobby principale di qualunque proprietario di cani è proiettare la profondità delle emozioni umane su un essere il cui scopo più alto sembra essere trovare il burro d’arachidi. Ogni tanto la mia fidanzata usa la mia auto, quindi magari lui pensa che stia per raggiungerci lei. Ma succede anche quando siamo insieme.

È puro condizionamento. Se Pavlov avesse guidato una Blazer EV, non gli sarebbe servita alcuna campanella. Sarebbe bastato arrivare all’esperimento e il cane avrebbe salivato comunque. Qui c’è una semplice dinamica stimolo-risposta: Flip sa che quel suono significa cose entusiasmanti, ma l’astrazione non sembra andare oltre. 

Recensione del proprietario della Chevy Blazer EV 2024

Di certo aiuta anche il fatto che la Blazer sia l’auto che porta Flip in tutti i suoi posti preferiti, come Sunset Cliffs e Dog Beach.

Foto di: Mack Hogan/InsideEVs

La buona notizia è che, nonostante la barriera linguistica, sono riuscito a trasformare il mio migliore amico in un appassionato certificato di auto elettriche. Riesce a identificare l’arrivo di una Chevrolet Blazer EV molto prima persino dell’appassionato più “aquilino” di vista e di orecchio e ci dedica tutta la sua attenzione finché è nei paraggi. Quando ce n’è una vicino, riesce solo a “mezzo camminare”, perché resta con la testa bloccata su di lei e le orecchie dritte. È ossessionato.

A rendere tutto ancora più divertente è la totale indifferenza che mostra verso tutti gli altri rumori delle auto. La Ford Escape della mia fidanzata ha un quattro cilindri 2,5 litri, complessivamente troppo anonimo nella sua “firma” sonora per suscitare qualsiasi reazione. E anche se Hyundai, Tesla e Toyota cantano le loro canzoni, lui capisce subito che non sono quello che sta cercando. È un uomo Chevrolet, fino in fondo.  

L’unico lato negativo è che temo di spezzargli il cuore. Quando finirà il leasing della mia Blazer EV, non so cosa prenderò. Ma non riesco a immaginarmi di guardarlo nei suoi occhioni e spiegargli che mi dispiace, che stavolta non è una EV Chevrolet. In parte è per la barriera linguistica citata prima (non è esattamente fluente in inglese e non credo capirebbe). Ma in parte è perché i giovani sono impressionabili: non vuoi spegnere il loro entusiasmo.

Sospetto, però, che il suo amore per il ronzio cupo di una Blazer o di una Equinox sopravvivrà ben oltre il mio contratto di leasing. Proprio come quando ne vediamo una insieme, non ha bisogno di sapere cosa significhi quel suono. Sa solo che lo adora.