Passi in avanti per le colonnine di ricarica in Europa. È con 36 voti a favore, 2 contrari e 6 astenuti che la commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Ue approva infatti la bozza di revisione della direttiva Dafi sulle infrastrutture per i carburanti alternativi.

Il nuovo testo modifica leggermente la proposta della Commissione europea – presentata a luglio 2021 come una delle colonne portanti del pacchetto “Fit for 55” – con una serie di correttivi che hanno il suono del “fate presto” rivolto ai decisori politici. Vediamo.

Più colonnine e un nuovo database

Partendo dall’auto elettrica, gli eurodeputati si allineano al disegno dell’esecutivo Ue e chiedono che sulle principali strade del Vecchio Continente sia presente almeno una stazione di ricarica ogni 60 chilometri. La stessa distanza dovrà essere garantita anche a camion e autobus, ma solo sulla rete della dorsale europea TEN-T.

Agli autocarri è destinata anche la modifica per avere due stazioni dedicate negli hub di ricarica entro il 2028, invece di una entro il 2031. Ci saranno però delle eccezioni nelle regioni più difficili da infrastrutturare, così come su isole e strade particolarmente complicate.

Jaguar I-PACE at IONITY fast charging station in UK

Spazio poi ad alcune regole per semplificare la ricarica, con costi accessibili e confrontabili. I parlamentari europei lanciano in particolare l’idea di un “punto di accesso Ue per i dati sui carburanti alternativi, in modo da fornire informazioni sulla disponibilità, sui tempi di attesa e sui prezzi delle diverse stazioni”.

Capitolo idrogeno

Passando all’idrogeno, se Bruxelles pretendeva una stazione di rifornimento ogni 150 km entro il 2031, la commissione Trasporti vuole di più: sempre una stazione, ma ogni 100 km ed entro il 2028. C’è poi una serie di disposizioni sui combustibili per navi.

“I carburanti alternativi sostenibili e la diffusione delle loro infrastrutture – commenta il relatore Ismail Ertug – giocano un ruolo chiave nella transizione per una decarbonizzazione di successo nel settore dei trasporti. Espandendo più rapidamente le infrastrutture di ricarica, stiamo rendendo più facile il passaggio a una mobilità rispettosa del clima per persone e industria”.

I prossimi passi

Compito degli Stati membri sarà presentare, entro il 2024, i piani nazionali per raggiungere gli obiettivi. La bozza dovrà ora arrivare nell'assemblea plenaria dell'Europarlamento e, se approvata, rappresenterà la base della trattativa con gli Stati membri, prima di diventare un regolamento da applicare in tutti i Paesi dell'Unione.