Proposto obiettivi vincolanti per gli Stati nell'aggiornamento della direttiva di riferimento. Novità anche sui metodi di pagamento

La Commissione europea vuole che le colonnine spuntino come funghi nel Vecchio Continente. L’ha fatto capire nei giorni scorsi, quando ha presentato il pacchetto di riforme “Fit for 55”, con cui ha chiesto lo stop alle nuove immatricolazioni di auto a benzina e diesel dal 2035 (ma non solo).

Il testo comprende tra le altre cose anche la revisione della Dafi, la direttiva sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, che fissa nuovi obblighi per gli Stati membri dell’Unione. A rafforzare il tutto, c’è anche il fatto che le norme aggiornate potrebbero fare un "salto di qualità", dando vita un vero e proprio Regolamento europeo, che gli Stati membri dovrebbero quindi recepire così com’è.

Colonnine auto e camion

Per garantire la crescita delle auto a zero emissioni, ça va sans dire, serviranno tanti punti di ricarica. Anche nei Paesi membri più in ritardo su questo fronte, come quelli dell'Est. Ecco perché la proposta presentata dall’esecutivo Ue prevede che gli Stati assicurino, alla fine di ogni anno e cumulativamente, un livello minimo di incremento di potenza disponibile sul territorio per le ricariche per ogni auto full electric o plug-in immatricolata.

BMW CE-04 - Ricarica

Lungo invece la rete centrale TEN-T (l’asse delle autostrade più importanti del Continente) dovrà esserci, massimo ogni 60 chilometri e per entrambi i sensi di marcia, almeno una stazione di ricarica che, secondo la roadmap, dovrà avere queste caratteristiche:

  • almeno 300 kW di potenza per le auto (1.400 per i camion), di cui minimo 150 riservati a un singolo punto di ricarica (350 per i camion), entro la fine del 2025;
  • almeno 600 kW di potenza per le auto (3.500 per i camion), di cui minimo 150 riservati a due punti di ricarica ciascuno (350 per i camion), entro la fine del 2030.

Simile la situazione per la rete globale (non centrale) TEN-T. Ogni 60 chilometri e per entrambi i sensi di marcia, dovrà esserci almeno una stazione di ricarica con:

  • almeno 300 kW di potenza per le auto (1.400 per i camion), di cui minimo 150 riservati a un singolo punto di ricarica (350 per i camion), entro la fine del 2030;
  • almeno 600 kW di potenza per le auto (3.500 per i camion), di cui almeno 150 riservati a due punti di ricarica ciascuno (350 per i camion), entro la fine del 2035.

Attenzione alle merci

Per i mezzi pesanti sono previste anche regole specifiche sulle colonnine installate in città e nei parcheggi delle autostrade. Queste ultime dovranno essere riconoscibili attraverso degli specifici segnali stradali.

La Commissione considera la proposta di revisione in linea con gli obiettivi di espansione della eMobility, che vedono 1 milione di punti di ricarica entro il 2025 e 3,5 milioni entro il 2030, quando le auto elettriche in strada dovrebbero essere secondo i piani circa 30 milioni.

In più, l’esecutivo Ue ha previsto di rinnovare i metodi di pagamento. Oltre ai servizi di abbonamento già attivi, per fare rifornimento di elettroni l'obiettivo sarà anche quello di utilizzare una normale carta di credito, anche sfruttando il sistema contactless, o il QR code.

Convegno idrogeno 2019

Capitolo idrogeno

Sono invece 150 i chilometri di distanza massima tra una stazione di rifornimento per l’idrogeno e l’altra lungo le reti centrali e globali TEN-T. Ogni postazione dovrà avere una capacità minima da 2 tonnellate al giorno di H2 con almeno un distributore da 700 bar.