Che la Nissan Leaf sia stata di fatto la prima elettrica dell'era moderna non deve sorprendere, specie guardando indietro e scoprendo quanti esperimenti, prototipi e concept car l'hanno anticipata.

Detto questo, chi pensa che i tratti definitivi della compatta a batteria lanciata nel 2011 siano maturati soltanto nel nuovo millennio si sbaglia. Alcune delle idee, in tema di stile e funzionalità, sono infatti nate esattamente 20 anni prima con la concept FEV

Doppia anteprima

La Nissan FEV è stata presentata al Tokyo Motor Show del 1991, ma annegata nella miriade di show car e proposte audaci che contraddistinguono da sempre la rassegna giapponese potrebbe persino essere passata inosservata. Discorso diverso al Salone di Ginevra del 1992, dove questo veicolo è stato riproposto al pubblico europeo con molte più possibilità di farsi notare.

Nissan FEV Concept 1991
Nissan FEV Concept 1991

La sigla FEV era l'abbreviazione di Future Electric Vehicle, di per sé non diceva moltissimo, così come la linea futuribile e la forma aerodinamica, abbastanza consueta per le concept car elettriche, in questo caso con un cx di appena 0,19. Tuttavia, il design degli interni appare oggi sorprendentemente simile a quello che sarebbe stato definito per la prima Leaf due decenni più tardi.

Nissan FEV Concept 1991

Nissan FEV Concept 1991- interni

Nissan Leaf 2011

Nissan Leaf 2011- interni

Il massimo prima del litio

La FEV era mossa da un motore elettrico a induzione alimentato da un pacco batteria al nichel-cadmio che offriva un’autonomia di circa 250 km. Lo 0-100 km/h non era fulmineo, circa 20 secondi, mentre la velocità di punta di 130 km/h sarebbe buona anche per i canoni odierni.

Naturalmente c'erano già la frenata rigenerativa e la ricarica fast, ai tempi chiamata Super Quick Charge, che poteva ripristinare un 40% della capacità della batteria ogni 6 minuti con una fonte da 200 Volt, mentre con un voltaggio inferiore l'auto impiegava intorno alle otto ore per caricarsi completamente.

L'auto, costruita con ampio impiego di alluminio, montava anche pneumatici a bassa resistenza al rotolamento sviluppati apposta al fine di esaltarne l'efficienza, un sistema di riscaldamento a pompa di calore e un tettuccio a pannelli solari per alimentare i sistemi secondari. Tutte esperienze di cui Nissan, e non soltanto lei, ha fatto tesoro.

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