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L'auto Ue può resistere all'invasione cinese (ma serve una scossa)

T&E evidenzia il crescente peso delle elettriche del Dragone e conclude che senza politiche forti per la transizione l'Europa rischia

Produzione auto

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

17 ott 2022 alle 13:05

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Lontana dai riflettori e nell’apparente indifferenza della politica, la Cina si è già ritagliata il suo spazietto nell’Europa dell’auto elettrica. Circa il 5% è stata la quota di mercato su cui il Dragone ha messo le mani nel solo 2022. Ma, di questo passo, i numeri potrebbero salire al 9-18% entro il 2025.

È quanto si legge in uno studio della ong ambientalista Transport & Environment (T&E), pubblicato per avvertire sui pericoli di un'eventuale invasione da Est. La soluzione? Adottare una serie di politiche per accompagnare e supportare le Case auto Ue nell'elettrificazione. Da subito, superando le battaglie di retroguardia sulla transizione, perché i segnali all’orizzonte non sono confortanti e non c'è tempo da perdere.

Ue più decisa

Mentre infatti la market share delle vetture full electric è cresciuta sia in Cina (arrivando addirittura al 18%) che negli Usa (in aumento del 50%), nel Vecchio Continente la quota di mercato è invece diminuita, passando dal 13% della seconda metà del 2021 all’11% dei primi 6 mesi del 2022.

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Colpa dei noti problemi alla catena di approvvigionamento - che hanno colpito trasversalmente il settore - e dei tempi di attesa lunghissimi, certo, ma non solo: secondo T&E, le ragioni vanno ricercate anche nei target di elettrificazione dettati dall’Unione europea, considerati insufficienti per il definitivo decollo delle zero emissioni.

“La debolezza degli incentivi normativi – è il giudizio di Julia Poliscanova, direttrice dell’associazione – sta rallentando le vendite di veicoli elettrici in Europa più delle forniture. Gli attuali obiettivi di CO2 per le auto non funzionano. L’Ue deve fissare rapidamente l’eliminazione graduale di benzina e diesel nel 2035 e cancellare le scappatoie che indeboliscono i target delle Case”.

Più auto per tutti

T&E si rivolge poi ai costruttori, invitandoli a concentrarsi meno sulle auto elettriche premium e più su quelle di massa, la fetta di mercato su cui i marchi cinesi potrebbero mettere gli occhi. Le previsioni parlano infatti di una market share pari al 55% nel 2030 nel caso di un impegno ridotto all'osso per rispettare la normativa, contro una prospettiva che potrebbe portare le BEV al 75% e oltre. Un’idea potrebbe anche essere il leasing low-cost, come quello allo studio in Francia.

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Fare come gli Usa?

Non ci sono però solo notizie negative, perché l’associazione dice che quasi tutte le Case sono sulla buona strada verso gli obiettivi al 2022, ma tutto questo potrebbe non bastare nel lungo periodo. Da qui una serie di raccomandazioni all’Europa:

“Se l’Europa vuole mantenere la competitività della sua industria automobilistica, deve introdurre una forte politica industriale per eguagliare il sostegno muscolare di Cina e America ai veicoli elettrici. Sono in gioco il clima e i posti di lavoro del continente”, conclude Poliscanova.

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Fonte: Transport & Environment

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