Europa e Cina si giocano il primato sull’auto elettrica. Con gli Stati Uniti che inseguono ma sono ancora leggermente indietro, sono proprio i mercati del Vecchio Continente e del Pese del Dragone le due piazze più calde della mobilità a zero edizioni.

Entrambe animate da una forte spinta verso la transizione elettrica, Europa e Cina dal punto di vista industriale hanno avuto però approcci opposti, come osserva una nuova analisi di Jato Dynamics.

Per le masse o per le nicchie

Guardando a come è nato e si è evoluto il mercato dell’auto elettrica in Europa e in Cina si nota subito che, in origine, da noi si è puntato prevalentemente su modelli premium: costosi e dalle prestazioni elevate, rivolti a un pubblico in grado di ammortizzare la maggiore spesa in cambio di un prodotto al top. In Cina, al contrario, si è preferito puntare da subito sull'elettrificazione di massa, proponendo vetture accessibili, per quanto con caratteristiche tecniche modeste, per raggiungere nel tempo più breve possibile una produzione su vasta scala, con tutti i vantaggi economici del caso. 

WuLing MINI EV

La Wuling Mini EV

I motivi di strategie differenti, oltre che nella diversa ricerca di marginalità, sono da ricercare anche - e forse soprattutto - nella differente disponibilità di batterie. Aspetto questo che incide chiaramente anche sui prezzi che si possono andare a praticare. L’Europa, in questo senso, dipendeva e ancora dipende dai produttori asiatici e sta lavorando vigorosamente per rendersi indipendente. La Cina, invece, ha aggredito in largo anticipo il settore minerario conquistando una posizione di vantaggio sulle materie prime e avviando in tempi non sospetti la costruzione di massa di accumulatori, complice anche il primato assoluto nella manifattura tech.

Batterie diverse, auto diverse

Questa lungimiranza del Dragone ha permesso la costituzione di un solido comparto industriale in cui tante aziende si sono affacciate già 10 o anche 15 anni fa e che ha visto diverse realtà specializzarsi nella costruzione di batterie di tipo diverso.

La batteria Qilin di CATL

La batteria Qilin di CATL

Così, a fianco alle tradizionali “ioni di litio” si sono diffuse anche le litio-ferro-fosfato, che hanno minore densità ma anche minori costi di produzione. In tempi recenti, sempre in Cina, si lavora inoltre per portare sul mercato tecnologie come il litio-metallo, il litio-zolfo o gli ioni di sodio. L'Europa, dal canto proprio, vuole (e deve) farsi trovare pronta sulle batterie di nuova concezione, lanciandosi all'inseguimento di Pechino anche su ciò che riguarda le materie prime, con il riciclo destinato a conquistare sempre più spazio.

La parità di prezzo

Diversi modelli, diverse tecnologie, diverse impostazioni del mercato hanno portato negli anni a diversi andamenti dei listini delle auto elettriche. Sempre secondo Jato, in Europa le auto a batteria sono ancora parecchio più costose di quelle a benzina. In Cina, invece, sono anni che acquistare un veicolo a zero emissioni è generalmente più conveniente. Il punto di pareggio tra BEV e ICE nel Dragone si è toccato tra il 2017 e il 2018.

Il mercato dell'auto elettrica in Eu e Cina

Guardando più nel dettaglio all’andamento dei prezzi si scopre che nel 2015, in Cina, il prezzo medio di un’auto elettrica era di 66.819 euro. Adesso non va oltre i 31.829 euroIn Europa, invece, il prezzo medio di un’auto elettrica è addirittura aumentato nel tempo, passando dai 48.942 euro del 2015 ai 55.821 euro del 2022.

Attualmente le auto elettriche in Europa costano il 27% in più delle equivalenti a benzina, in Cina, invece, costano il 33% in meno. C’è di più: se in Europa il 48% delle auto elettriche costa più di 50.000 euro, in Cina oltre questa soglia si trova solo l’11% del totale.

Il mercato dell'auto elettrica in Eu e Cina
  Europa Cina
Prezzo medio di una BEV nel 2015 48.942 euro 66.819 euro
Prezzo medio di una BEV nel 2022 55.821 euro 31.829 euro
Variazione percentuale +27% -33%

Mercati convergenti

Questa è la situazione attuale. Ma in futuro? In un certo senso, partendo da due posizioni opposte, i due mercati potrebbero avvicinarsi fino ad arrivare a somigliarsi. Questo, prima di tutto, perché i modelli a listino stanno aumentando e con essi ci saranno sempre più elettriche a presidiare tutti i segmenti.

In Europa ci si sta finalmente spostando verso il basso con vetture come la Fiat 500 elettrica o la Dacia Spring, guarda caso sempre più vendute, mentre in Cina le Case stanno spingendo su modelli progressivamente più moderni e ricercati, dotati di tecnologie di ultima generazione inerenti guida autonoma, ricarica e batterie: vedi NIO, Xpeng o Byd.

BYD Han

La Byd Han

Poi, perché joint venture e globalizzazione stanno avvicinando i mercati comunitari a quello cinese: le gigafactory per le batterie dei colossi orientali stanno aprendo anche all’interno dell’Unione Europea, collaborazioni e partnership a tutti i livelli e nei vari campi fioriscono quotidianamente e le differenze, così facendo, non possono che assottigliarsi.

Infine, le Case europee non possono permettersi di perdere troppo spazio nel mercato cinese, mentre al contempo le Case cinesi hanno capito che hanno frecce al proprio arco per affacciarsi da noi. In effetti, in molti casi, possono fare affidamento su prodotti progettati e realizzati da zero proprio per i nostri mercati.

Quel che è certo, è che siamo arrivati al punto in cui la politica europea deve necessariamente fare la sua parte per supportare e stimolare l'industria al fine di avere sul mercato sempre più modelli per tutte le tasche. E non possono più bastare gli interventi spot: serve una strategia condivisa e onnicomprensiva in grado di accompagnare il settore verso una nuova era, quella dell'elettrico, senza lasciare indietro nessuno.

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Fotogallery: L'andamento dei mercati delle auto elettriche in Europa e Cina