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La Corea del Sud chiama, Tesla risponde. GigaKorea in vista?
Filo diretto fra il presidente Yoon Suk-yeol ed Elon Musk, sul piatto una serie di misure "ad hoc" per attrarre il brand su suolo coreano

Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
Aggiornato: 29 nov 2022 alle 10:02
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Non solo Salvini e l’Italia. Anche la Corea del Sud si iscrive alla lista dei corteggiatori di Tesla. L’obiettivo è lo stesso del ministro alle Infrastrutture, anche sa appare più concretizzabile: convincere Elon Musk ad aprire uno stabilimento produttivo dalle proprie parti. Per questo, c’è stato un contatto diretto tra il ceo e il presidente Yoon Suk-yeol.
Una videochiamata, a essere precisi, durante la quale Yoon ha invitato mr Tesla a considerare il suo Paese come prossima meta della Casa, che sta facendo un pensierino a una nuova Gigafactory asiatica, dopo quella cinese di Shanghai. La risposta? Le porte sono apertissime.
Valutazioni in corso
Stando a quanto riferito dall’ufficio del presidente, Musk avrebbe detto che la Corea del Sud è uno dei candidati principali a ospitare l’impianto. La decisione finale arriverà però dopo aver valutato le condizioni di investimento in altri Stati, come Indonesia, India e non solo.
Fra le situazioni da considerare, ci sono manodopera, tecnologie e infrastrutture disponibili. Ma cosa mette sul piatto Yoon? Per convincere Elon Musk e soci, il presidente promette una serie di riforme per favorire i capitali dall’estero, oltre a intensificare gli scambi tra il Paese e il costruttore.

Produzione a Giga Texas
Non solo. In un recente intervento Yoon ha ammesso apertamente di essere pronto a offrire agevolazioni "taylor made" (cioè, su misura) a Tesla, a Space X o a qualsiasi altra azienda abbia intenzione di realizzare una Gigafactory in Corea del Sud.
Più cooperazione
“Prevediamo di acquistare componenti per un valore superiore ai 10 miliardi di dollari da aziende sudcoreane nel 2023 – avrebbe garantito il ceo –, grazie a una significativa espansione della cooperazione nella catena delle forniture con le aziende locali”.
Contattata però dalla Reuters, Tesla non ha commentato le rivelazioni. Intanto, la Casa si guarda intorno anche in America, dove prende sempre più corpo l’ipotesi di una Gigafactory canadese. La lista dei pretendenti è lunga. E l'Italia non sembra esattamente in pole position.
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Fonte: Reuters
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