Tesla e General Motors e Polestar sono tra le tante aziende che hanno firmato un accordo per utilizzare un database per monitorare le emissioni di CO2. Il database, denominato Climate Trace, è stato creato dalla coalizione per il clima voluta dal vicepresidente americano Al Gore per tenere traccia di quanto possa essere inquinante l’attività di un’azienda che include anche tutta la catena di approvvigionamento.

Questo database sfrutterà le analisi di una serie di strumenti per raccogliere i dati. Tra questi, le analisi satellitari e l’intelligenza artificiale e le funzioni di autoapprendimento.

Centinaia di milioni di fonti

Il database è stato presentato da Gore durante il recente COP28. “Siamo qui a questa conferenza sul clima – ha dichiarato Gore – perché questo è l’anno in cui si iniziano a valutare i progressi sugli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Climate Trace è davvero l’unica fonte indipendente e completa con la quale si può fare un bilancio”.

Il database, in effetti, ha numero impressionanti. Riceve informazioni sulla produzione di CO2 nel mondo da 350 milioni di fonti diverse. Aziende, naturalmente, ma anche aree minerarie, acciaierie e centrali elettriche. Il database dovrebbe fornire una fotografia completa e indipendente che consentirà a chiunque di fare scelte sostenibili sulla scelta delle materie prime e dei fornitori al fine di abbassare le emissioni di CO2 legate alla propria attività.

 

Un modello universale

Il database è il frutto di oltre tre anni di lavoro. Voluto da Gavin McCormick, che ha sostenuto e coordinato il progetto, sta allargando la propria area di analisi e presto traccerà le emissioni legate a qualsiasi attività umana, dalla siderurgia all’industria alimentare passando per edilizia, agricoltura, tecnologia, informatica e altro.

Grazie all’intelligenza artificiale, sarà in grado di colmare le lacune che oggi influiscono negativamente su certe analisi sulle emissioni, secondo le quali, solitamente, le emissioni di CO2 legate a settori che non sono stati ancora studiati sono pari a zero. Oltre a Tesla e alle altre Case automobilistiche citate, il progetto è sostenuto anche da altri big del settore dei trasporti, come Boeing.