L’intelligenza artificiale è più diffusa di quanto si pensi. Microsoft, per esempio, ha collaborato con il Pacific Northwest National Laboratory (PNNL) e ha adottato metodi dei analisi che usano questa tecnologia per definire nuovi materiali e ottimizzare la realizzazione delle batterie di nuova generazione.

In particolare, grazie all’intelligenza artificiale, ha messo a punto un elettrolita solido che migliora le prestazioni di una batteria e, allo stesso tempo, la rende anche più sicura e più duratura. Ma non solo.

Un uso efficiente delle risorse

La batteria messa a punto dall’istituto di ricerca americano con sede nello Stato di Washington, oltre all’elettrolita solido, utilizza anche meno litio rispetto a una batteria tradizionale. Questa possibilità offre vantaggi sia in termini di costi, sia in termini di facilità produttiva, viste le recenti difficoltà legate al reperimento di certe materie prime.

Ma andando oltre i risultati ottenuti, i ricercatori del PNNL sono rimasti colpiti dalle potenzialità dell’intelligenza artificiale, che ha permesso di realizzare questa scoperta in tempi brevissimi.

“Il punto importante da sottolineare è la velocità con cui siamo arrivati a questa nuova idea e a questi nuovi materiali”, ha dichiarato Karl Mueller, a capo del programma del PNNL. 

 

Una ricerca durata solo 80 ore

Ma torniamo al ruolo di Microsoft. Durante lo scorso anno i vertici del colosso fondato da Bill Gates hanno contattato i ricercatori del PNNL per mettere loro a disposizione la piattaforma Azure Quantum Elements che sfrutta una potenza di calcolo elevatissima e l’intelligenza artificiale per svolgere ricerche in diversi campi scientifici. 

La piattaforma ha valutato ben 32 milioni di soluzioni tecniche diverse e circa 500.000 materiali prima di scegliere quella migliore. I ricercatori sono riusciti a farlo utilizzando diversi filtri di analisi che hanno permesso di prendere in considerazione moltissime caratteristiche di ogni materiale, sia tecniche, sia economiche e di reperibilità. Il tutto in sole 80 ore.

Alla fine, la piattaforma ha trovato 23 soluzioni migliori. Cinque di queste sfruttavano materiali già conosciuti. Tra gli altri, i tecnici del PNNL hanno trovato il candidato ideale, che ha la peculiarità di unire alcune caratteristiche delle batterie agli ioni di litio con quelle agli ioni di sodio.