L’intelligenza artificiale è ormai sulla bocca di tutti. Ha un potenziale praticamente infinito ed è già applicata in moltissimi campi: più di quanti pensiamo. Elon Musk, sempre attento alle nuove tecnologie, non poteva farsi sfuggire la possibilità di cimentarsi in questo campo e, così, ha dato vita alla sua nuova società, la xAI.

Ora, sempre Elon Musk vuole convincere il board di Tesla a investire in xAI e sta discutendo con i top manager della Casa che dirige spiegando come questa sarebbe la cosa giusta per portare il Costruttore di auto elettriche nel futuro.

Una proficua collaborazione

Tesla, a ben vedere, sfrutta già l’intelligenza artificiale per sviluppare la sua guida autonoma e in numerosi altri ambiti (dai processi di ricarica alla gestione dell’energia a bordo delle auto). Elon Musk ha affermato poco tempo fa che “Tesla ha il miglior team di intelligenza artificiale al mondo” e che quel team avrà anche un ruolo cruciale per compiere progressi tecnologici fondamentali nel campo della mobilità del futuro.

Poi, a inizio mese, Musk si è spinto oltre, affermando che il software sviluppato dalla sua società xAI, chiamato Grok Ai, sarà integrato nelle vetture Tesla. In fondo xAI è stata creata proprio per questo. Per supportare con le proprie competenze nel campo dell’intelligenza artificiale tutte le aziende guidate da Elon Musk: Tesla, come SpaceX, Neuralink, The Boring Company e, chiaramente, anche X.

 

L’interazione tra le aziende e le collaborazioni tra dipartimenti tecnici già avviene in altri campi. xAI stessa, con tutta probabilità, sfrutterà il supercomputer Dojo progettato dagli ingegneri Tesla per accelerare nello sviluppo delle tecnologie di cui si occupa.

Serve battere la concorrenza

Ma torniamo alla stretta attualità. Perché Tesla dovrebbe investire in xAI? Principalmente, perché con un’iniezione di liquidità la startup americana potrebbe arrivare prima degli altri (e gli altri sono ormai moltissimi, dai big della Silicon Valley a un esercito di newcomer più o meno strutturati) e ritagliarsi un posto al Sole tra nomi come IBM, Google, Microsoft, Amazon, Nvidia e compagnia bella.

La X Corporation (ex Twitter) già possiede il 25% di xAI e Tesla potrebbe presto fare altrettanto, anche sospinta dal volere degli azionisti, convinti che la mossa possa generare valore. Altri però vedono in questa operazione qualcosa di simile a quanto accaduto nel 2016 con Solar City, azienda fondata da due cugini di Elon Musk su spinta di Musk stesso (che era anche presidente del consiglio di amministrazione) e che poi è stata acquistata da Tesla per 2,6 miliardi di dollari (al cambio attuale quasi 2,4 miliardi di euro), con enormi benefici – manco a dirlo – sia per i soci fondatori sia per il tanto geniale cuginetto.

Gli interrogativi sono molti, dunque. L’investimento di Tesla in xAI è una mossa utile o servirà solo a rimpinzare le tasche già colme di dollari di Elon Musk? È più probabile la prima ipotesi, con la seconda che succederà come inevitabile conseguenza. Al board di Tesla l’ardua sentenza.