Godere delle bellezze della capitale col piacere del vento in faccia e senza preoccuparsi di attese alla fermata del bus o traffico e ricerca del parcheggio. Basta salire su un monopattino elettrico o in sella a un’e-bike, come quelli che, superato il periodo più buio della pandemia, hanno invaso le città di tutto il mondo, diventando fra i grandi protagonisti della mobilità.

È stato l’obiettivo del “Secret tour” romano di Lime, iniziativa lanciata dallo stesso operatore di monopattini e bici in sharing per mostrare come “questi veicoli rendano fruibile e accessibile il patrimonio culturale di una città vasta e complessa come Roma con una facilità diversa, regalando anche punti di vista diversi”.

A parlare è Enrico Stefàno, senior public policy manager dell’azienda, che ha accompagnato gli invitati durante il percorso – districato fra colle Celio, Circo Massimo, Terme di Caracalla e inizio dell’Appia Antica – e che viene intervistato da InsideEVs per scoprire stato dell’arte e prospettive del settore.

Non solo turisti. Anzi...

In base alla vostra esperienza, pensate che cittadini e turisti stiano abbracciando davvero la micromobilità?

“Notiamo una crescita in tutte le città italiane. La nostra utenza è sempre più locale e ci sceglie per coprire gli spostamenti in maniera sostenibile. Se, fino a poco tempo, registravamo un picco di utilizzi nei weekend, oggi i viaggi sono distribuiti più equamente durante la settimana, grazie soprattutto ai pendolari”.

Qual è il rapporto di utilizzi fra residenti e turisti?

“A Roma cambia in base ai periodi dell’anno, ma la media è ormai del 50-50”.

Oltre alla riduzione di inquinamento, traffico e occupazione dei parcheggi, quali sono i benefici della micromobilità?

“Circa il 30% delle nostre corse sostituisce l’uso del mezzo privato, coi sondaggi che parlano di una maggiore soddisfazione degli utenti nel vivere le città. Grazie a Lime, i clienti vivono meglio il quartiere (86,6%, ndr) o hanno più opportunità di lavoro o business, perché si spostano in maniera più efficace e, così, sono più produttivi”.

Lime Secret Tour

Uno scatto del tour

L’aiuto delle politiche green

Com’è il mercato italiano rispetto ad altri Paesi (considerato che Lime opera in quasi 300 città nel mondo)?

“L’Italia è un mercato importante per noi, perché qua vediamo una risposta positiva di cittadini e turisti. Non ci sono tante differenze rispetto alle best practice all’estero. L’utilizzo è frequente grazie anche alle politiche locali che favoriscono forme di trasporto alternative come la nostra, riducendo l’uso dei mezzi privati”.

Voi come cercate di differenziarvi dalla concorrenza?

“In quasi tutte le città operiamo insieme ad altri due o tre operatori, ma noi siamo gli unici a progettare internamente il mezzo rispondendo ai feedback dei clienti”.

Qualche esempio?

“Alcuni accorgimenti che rendono la vita più semplice, come il manubrio ergonomico che garantisce una stabilità maggiore, il posizionamento della batteria che dà più equilibrio e il cestino portapacchi. Se l’utente ci prova e ci apprezza, poi ci sceglie”.

Nuovi lavori

Prima di concludere, una breve panoramica su prospettive e contributo all’occupazione del bike sharing.

“Il settore è cambiato molto negli ultimi anni e sono rimasti meno operatori, i più affidabili. Registriamo comunque una domanda maggiore e ogni anno notiamo aumenti percentuali di utilizzi in doppia cifra, perché gli utenti sono portati a scegliere i mezzi in sharing come alternativa o complemento delle attività.

Qui in Italia abbiamo investito fortemente in personale e formazione, dal management ai ragazzi che stanno imparando un nuovo mestiere. Oggi circa 200 persone lavorano direttamente o indirettamente per Lime”.