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L'America della ricarica fa un passo avanti e uno indietro

Mentre otto grandi Case inaugurano ufficialmente il consorzio Ionna, Trump cancella gli incentivi alle colonnine per auto elettriche

Ionna
Foto di: Ionna

Quando si dice “l’unione fa la forza”. Un detto abbracciato da otto grandi gruppi auto, che si danno l’obiettivo di creare una rete di ricarica capillare e accogliente in tutto il Nord America. Sono Stellantis, BMW, General Motors, Kia, Honda, Hyundai, Mercedes e Toyota, che lanciano ufficialmente Ionna, un consorzio per il pieno alle batterie oltreoceano.

L’iniziativa era stata annunciata un anno fa, ma adesso conclude i test sul campo ed entra finalmente nel vivo. Per dare un’idea, si tratta di un progetto simile a Ionity, operatore europeo che nasce dalla collaborazione fra varie Case auto, comprese le stesse BMW, Hyundai, Kia e Mercedes.

Obiettivo: 30.000 stazioni nel 2030

Ionna conta attualmente 6 stazioni di ricarica con 58 colonnine, ma punta ad aprire oltre 100 siti con più di 1.000 punti per auto elettriche già quest’anno. Il target finale è di 30.000 hub in tutto il Nuovo Continente entro il 2030.

“Siamo concorrenti agguerriti, ma ci uniamo su un interesse e un obiettivo comuni e siamo allineati sul tipo di esperienza che desideriamo per i nostri clienti”, commenta Orth Hedrick, direttore esecutivo della gestione prodotti auto di Kia e membro del consiglio di amministrazione Ionna.

Venti contrari

Contemporaneamente, però, l’appena insediata amministrazione Trump cancella gli incentivi all’installazione delle colonnine. È messo nero su bianco in una lettera che la Federal Highway Administration (FHWA) invia ai dipartimenti dei Trasporti, intitolata “Sospensione dell’approvazione dei piani di distribuzione delle infrastrutture per veicoli elettrici statali”.

I bonus erano stati lanciati dall’ex presidente Biden con un piano chiamato “National Electric Vehicle Infrastructure (NEVI)”, che stanziava 5 miliardi di dollari; cifra della quale sono stati già stanziati 3,3 miliardi. Pare comunque che i finanziamenti già erogati non possano essere ritirati, ma si aspettano ulteriori chiarimenti.