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Draghi: “Stop al 2035? Servono colonnine di ricarica”

L’ex presidente del Consiglio e della Bce torna sul passaggio totale dell’Europa all’auto elettrica: no a forzature

Mario Draghi (Europarlamento)
Foto di: Unione Europea

Stop a benzina e diesel nel 2035? Così non va bene. L’Europa doveva prima installare più colonnine di ricarica. Si può riassumere così il Mario Draghi-pensiero sul passaggio totale all’auto elettrica nella metà del prossimo decennio.

Teatro delle dichiarazioni è la sede dell’Europarlamento a Bruxelles, dove l’ex presidente del Consiglio e della Bce appare in occasione della Settimana parlamentare europea 2025.

Questione di allineamento

“Per accelerare la decarbonizzazione, bisogna allineare strumenti e obiettivi”, sono le parole di Draghi riportate dalle agenzie di stampa.

“Non puoi forzare lo stop ai motori a combustione dicendo a un intero settore produttivo che deve interrompere una grande linea di produzione e, allo stesso tempo, non imporre, con la stessa forza, l’installazione di sistemi di ricarica e non creare le interconnessioni per farlo. Bisogna allineare le cose.

Perché si vuole accelerare la decarbonizzazione? Perché alla fine è l’unica cosa che garantirà l’indipendenza e la sovranità del nostro continente per l’approvvigionamento energetico. Abbiamo imparato in modo molto doloroso cosa significa dipendere da qualcun altro. In uno scenario in cui le relazioni geopolitiche si stanno evolvendo rapidamente e in modo incerto, non vogliamo creare dipendenze davvero intense da un partner che potrebbe cambiare e diventare un nostro nemico domani.

Questa è una ragione strategica per cui si vuole avere, si vuole accelerare la decarbonizzazione. Ovviamente c’è anche una ragione generale, complessiva, per cui si vuole combattere il cambiamento climatico”.

L’intervento arriva proprio mentre l’addio ai motori a scoppio nell’Ue torna in discussione. Maggiori informazioni sono attese per il 5 marzo, quando la Commissione europea presenterà un nuovo piano sull’auto. Va comunque ricordato che da aprile 2024 è in vigore la nuova normativa Dafi, che prevede colonnine di ricarica veloci obbligatorie sulle strade principali della rete Ten-T.

 

Cina davanti

Draghi ribadisce così quanto messo nero su bianco nel report “The future of European competitiveness”, presentato a settembre insieme alla presidente Ursula von der Leyen.

In quell’occasione il banchiere aveva ricordato che “l’ambizioso obiettivo delle zero emissioni allo scarico entro il 2035 porterà a una graduale eliminazione de facto delle nuove immatricolazioni di veicoli con motore a combustione interna e alla rapida penetrazione sul mercato dei veicoli elettrici”.

“Tuttavia, l’Ue non ha dato seguito a queste ambizioni con una spinta sincronizzata alla conversione della catena di approvvigionamento. Ad esempio, la Commissione ha lanciato l’Alleanza europea delle batterie per costruire una propria catena del valore solo nel 2017 e l’Europa è molto indietro per quanto riguarda l’installazione delle infrastrutture di ricarica.

La Cina, al contrario, si è concentrata sull’intera catena di approvvigionamento dei veicoli elettrici dal 2012 e, di conseguenza, si è mossa più velocemente e su scala più ampia ed è ora una generazione avanti nella tecnologia dei veicoli elettrici praticamente in tutti i settori, producendo anche a costi inferiori”.