Coltivare alghe tra le turbine eoliche? Sì, lo sta facendo Amazon
Questo progetto europeo potrebbe cambiare il nostro modo di produrre cibo, energia e materiali sostenibili
In un tratto di Mare del Nord a 18 chilometri dalla costa olandese, sta prendendo forma un progetto che potrebbe cambiare il nostro modo di produrre cibo, energia e materiali sostenibili. Si chiama North Sea Farm 1 ed è la prima coltivazione commerciale al mondo di alghe marine situata all’interno di un parco eolico offshore.
Sostenuta da North Sea Farmers, un’organizzazione no-profit, e finanziata con 2 milioni di euro dal Right Now Climate Fund di Amazon, questa iniziativa sta dimostrando che coltivare alghe tra le turbine eoliche non solo è possibile, ma potrebbe essere anche vantaggioso per il clima, la biodiversità e l’economia.
Perché coltivare alghe tra le turbine?
La combinazione tra energie rinnovabili e biocoltivazione marina ha un forte potenziale. I parchi eolici offshore occupano vaste aree marine, già interdette al traffico navale: utilizzare quello spazio per coltivare alghe permette di massimizzare l’efficienza senza sottrarre territorio alla terraferma. Inoltre, l’ambiente relativamente protetto tra le pale eoliche favorisce una crescita più stabile delle alghe.
La coltivazione presso North Sea Farm 1 si estende su una superficie di circa 5 ettari
Queste piante marine sono alleate preziose nella lotta al cambiamento climatico: assorbono CO2, non richiedono fertilizzanti, suolo né acqua dolce e possono essere impiegate in numerosi settori, dagli alimenti alla cosmesi, dai tessuti ai materiali biodegradabili.
Come funziona la coltivazione
La coltivazione presso North Sea Farm 1 si estende su una superficie di circa 5 ettari. Le alghe vengono fatte crescere su lunghe reti sottomarine — ciascuna di 50 metri per 3 metri — ancorate in modo sicuro al fondale tra le turbine eoliche.
Quando arriva il momento del raccolto, una nave specializzata si muove con cautela tra le turbine, utilizzando attrezzature apposite per sollevare le reti e recuperare le alghe mature. Questo processo è stato progettato per minimizzare l’impatto sull’ecosistema marino circostante e garantire una raccolta sicura ed efficiente.
Una nave specializzata effettua il raccolto di alghe tra le turbine eoliche
Il primo raccolto, completato nel 2025 dopo oltre tre anni di preparazione, fornirà dati fondamentali sulla crescita delle alghe, l’assorbimento di anidride carbonica e l’impatto ambientale dell’intero sistema.
Un laboratorio naturale per il clima
A monitorare il progetto c’è un consorzio di ricerca internazionale, che include il Plymouth Marine Laboratory, Deltares e Silvestrum Climate Associates. I ricercatori analizzeranno parametri chiave come gli effetti sulla biodiversità marina, le condizioni del fondale marino e dell’acqua e l’eventuale impatto sull’habitat locale.
Il tutto sarà verificato anche tramite tecnologie avanzate, come l’eDNA (DNA ambientale), che permette di monitorare le specie presenti senza bisogno di campionamenti invasivi.
Secondo Amazon e North Sea Farmers, questo modello è scalabile e replicabile in molte altre aree del mondo dove esistono parchi eolici offshore. In un momento in cui la crisi climatica impone di cercare soluzioni nuove, integrare produzione di energia e coltivazione marina potrebbe rappresentare una delle strade più promettenti.
Inoltre, la domanda globale di alghe è in forte crescita, sia per usi alimentari che industriali. E a differenza di molte colture terrestri, le alghe non consumano risorse preziose come acqua dolce o terreni agricoli. Anzi, la loro produzione può alleggerire la pressione ambientale sull’agricoltura tradizionale.
Il successo del primo raccolto presso North Sea Farm 1 è solo l’inizio. Se i risultati scientifici confermeranno i benefici previsti, potremmo assistere alla nascita di una nuova forma di economia circolare offshore, dove energia pulita e materie prime sostenibili convivono nello stesso spazio marino.
E la prossima volta che guarderemo un parco eolico all’orizzonte, potremmo immaginare non solo pale che girano, ma anche un giardino sottomarino di alghe, che lavora in silenzio per il pianeta.
Fotogallery: Amazon e North Sea Farmers
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