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Così l'italiana Alpitronic sta conquistando l'America e superando Tesla

Nel 2025 Alpitronic sarà il secondo fornitore di colonnine fast negli Stati Uniti. Nel mondo ha già oltre 86.000 colonnine attive

Alpitronic's rise in the U.S. lead art
Foto di: Illustration by Sam Woolley

La rete di ricarica per veicoli elettrici negli Stati Uniti continua a crescere. Nonostante l'amministrazione Trump stia tagliando i fondi ai programmi per l’energia pulita, le stazioni sono più numerose, più veloci e affidabili.

A guidare questa rivoluzione silenziosa c’è anche un’azienda italiana: Alpitronic, con sede a Bolzano, che sta diventando protagonista nella diffusione delle infrastrutture di ricarica rapida negli USA.

Da leader in Europa a forza emergente negli Stati Uniti

Alpitronic è già da tempo una colonna portante della mobilità elettrica in Europa. Le sue colonnine di ricarica ad alta potenza sono utilizzate da grandi reti come Ionity e Fastned. Ma il salto oltreoceano è stato rapido e sorprendente: secondo i dati della società di analisi Paren, nel 2025 Alpitronic sarà il secondo fornitore di colonnine fast negli Stati Uniti, dietro solo a Tesla.

Un anno fa non aveva alcuna presenza sul mercato americano. Oggi si stima che le sue colonnine rappresenteranno il 12% delle stazioni pubbliche di ricarica veloce nel Paese. Numeri che superano ChargePoint (9%) e BTC Power (8%) — giganti del settore.

Le colonnine Alpitronic

Le colonnine Alpitronic

Foto di: Alpitronic

Come funziona il modello Alpitronic

A differenza di Tesla, che produce e gestisce internamente le proprie stazioni (approccio “verticale”), Alpitronic si concentra esclusivamente sulla produzione dell’hardware: le colonnine vere e proprie. Sono poi i grandi operatori a installarle e gestirle. Tra i clienti americani più recenti ci sono Walmart, Electrify America, Mercedes-Benz, BP Pulse e Greenlane, che si occupa della ricarica di mezzi pesanti elettrici.

La sede americana è stata aperta nel 2023 a Charlotte, in North Carolina, e include anche un impianto produttivo locale in Wisconsin. In meno di un anno, Alpitronic è passata da zero a centinaia di installazioni, e la crescita è solo all’inizio.

Le colonnine HYC 400 di Alpitronic si distinguono per design essenziale ma funzionale: forma rettangolare, doppi cavi sospesi dall’alto, e un grande schermo laterale che mostra in tempo reale velocità di ricarica, costo e persino la curva di ricarica del veicolo—molto apprezzata dagli appassionati di EV.

Supportano sia lo standard americano NACS (quello di Tesla) che il più diffuso CCS, e offrono una potenza massima di 400 kW, ben superiore alla capacità di ricarica della maggior parte dei modelli oggi in commercio. Ma alcuni veicoli di nuova generazione, come il Lucid Gravity, riescono a sfruttarla appieno.

Dal punto di vista tecnico, Alpitronic punta su moduli di potenza al carburo di silicio (SiC), che consentono una maggiore efficienza, generano meno calore e riducono l’ingombro. Le colonnine HYC 400 raggiungono un’efficienza del 97,5%, il che significa che quasi tutta l’energia pagata dall’utente arriva realmente alla batteria del veicolo.

Le colonnine Alpitronic

L’italiana Alpitronic è il secondo fornitore di colonnine EV negli USA

Foto di: Alpitronic

Ricarica sempre funzionante, grazie al software

Uno dei problemi più frustranti per chi guida un’auto elettrica è trovare una colonnina guasta o non funzionante. Alpitronic combatte questo rischio con tecnologie di manutenzione predittiva: ogni stazione è connessa alla rete e invia costantemente dati di diagnostica.

Molti problemi possono essere risolti da remoto, senza dover inviare un tecnico. E quando serve un intervento, il sistema indica esattamente quale componente sostituire, riducendo al minimo i tempi di fermo. È un approccio simile a quello delle auto moderne, sempre più “software-defined”.

A dare ulteriore visibilità ad Alpitronic negli USA è stata Ionna, un consorzio nato nel 2024 che unisce otto grandi case automobilistiche: General Motors, Stellantis, Toyota, Hyundai e altre. L’obiettivo è creare un’esperienza di ricarica “premium”, simile a una moderna area di servizio: bar, Wi-Fi, spazi di lavoro e relax.

Ionna ha scelto esclusivamente le colonnine Alpitronic per le sue stazioni, ribattezzate “Rechargeries”. Il primo centro è stato aperto all’inizio dell’anno in North Carolina. A luglio erano già operative oltre 200 colonnine, con altre 400 in fase di costruzione.

Nonostante il calo delle stime di adozione EV negli USA (BloombergNEF ha rivisto le previsioni dal 48% al 27% entro il 2030), molti operatori continuano a investire. Anche per una questione di reputazione del marchio: chi guida un’auto premium come una Mercedes EQS non può vivere un’esperienza di ricarica “low-cost”.

Anche la grande distribuzione lo ha capito: se le colonnine nel parcheggio sono rotte, i clienti smettono di venire. Per questo colossi come Walmart stanno investendo in partner affidabili come Alpitronic.

I numeri globali e una strategia chiara

Alpitronic non ha ancora comunicato il numero esatto di colonnine installate negli USA, né i dati ufficiali sull’affidabilità (uptime). Ma ha confermato che sta passando da decine a migliaia di installazioni in tempi rapidissimi.

Nel mondo, ha già superato Tesla: se l’azienda texana ha installato circa 70.000 Supercharger, Alpitronic ha oltre 86.000 colonnine attive, soprattutto in Europa. E ora che anche l’America si sta affidando alle sue tecnologie, l’Italia può vantare un’altra eccellenza che contribuisce, silenziosamente ma concretamente, alla transizione ecologica globale.

“Abbiamo una strategia chiara: la ricarica deve sempre funzionare”, ha dichiarato Mike Doucleff, presidente di Alpitronic Americas.

Fotogallery: Le colonnine EV Alpitronic