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Cina: stretta sulle finte auto elettriche a km 0 vendute all'estero

Pechino vuole fare chiarezza sulle vetture usate vendute nei mercati stranieri. Intanto, i costruttori investono sempre di più all'estero

La nuova strategia della Cina per le auto vendute all'estero

Alberto Carmone Alberto Carmone

Di: Alberto Carmone

1 ott 2025 alle 13:05

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Pechino aumenta i controlli sul mercato estero delle auto elettriche. Dal 1° gennaio 2026, le aziende che esporteranno BEV a km 0 dovranno ottenere un’autorizzazione specifica dalle autorità centrali.

La misura - anticipata dalla Reuters - mira a contrastare le pratiche poco trasparenti di alcuni operatori che immettono sul mercato estero vetture già immatricolate in Cina, presentandole come nuove di fabbrica o rendendo poco chiaro lo status giuridico di auto che, a tutti gli effetti, sono usate.

Questione d'immagine

La decisione arriva in un momento delicato per l’industria cinese, sotto pressione per i dazi introdotti da Stati Uniti ed Europa e alle prese con una crisi di redditività interna dovuta a sovraccapacità e guerre di prezzo costanti.

Ufficialmente, dicono le autorità, la nuova regolamentazione serve a “garantire un sano sviluppo del commercio elettrico”, ma diversi osservatori leggono nella mossa anche una risposta politica alle misure protezionistiche occidentali.

BYD Dolphin Surf (2025) in un breve test

BYD Dolphin Surf, una delle elettriche cinesi più vendute negli ultimi mesi

Foto di: BYD

I casi di clienti esteri che hanno scoperto solo dopo l’acquisto di aver comprato una “km 0” hanno generato malcontento e ricadute negative per i marchi cinesi, minando la fiducia nei confronti del prodotto e creando complicazioni sui servizi post vendita. Con le nuove disposizioni, le esportazioni dovranno essere gestite con la massima trasparenza, così da evitare danni d’immagine per i costruttori del Dragone.

Sempre più attenzione all'estero

In realtà, per i veicoli a combustione interna e ibridi la norma è già in vigore, ma l’estensione alle elettriche segna un punto di svolta, visto che proprio i BEV rappresentano la punta di diamante della strategia cinese di espansione globale. Tuttavia, il rilascio delle licenze potrebbe tradursi in tempi più lunghi per l’export, con possibili effetti sui mercati stranieri.

Nel frattempo, i costruttori cinesi spostano il baricentro degli investimenti. Secondo i dati elaborati dal Rhodium Group, nel 2024 le Case hanno destinato per la prima volta più capitali all’estero che in patria, puntando su Asia, Medio Oriente e America Latina. Una tendenza che riflette la difficoltà di generare profitti in un mercato domestico ormai saturo e sempre più competitivo.

Con la stretta sulle km 0 e la necessità di autorizzazioni preventive, Pechino vuole quindi proteggere la reputazione dei propri marchi e, al tempo stesso, rafforzare il controllo politico su un settore strategico che è diventato terreno di scontro commerciale globale.

Il mercato dell'auto cinese

Così la Cina pianifica l'invasione di auto elettriche

Perché la Cina dell’auto elettrica è un cane che si morde la coda

Fonte: Reuters

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