In Europa sottovalutiamo ancora le auto elettriche cinesi
InsideEVs US racconta i pregiudizi dell’Occidente nei confronti di marchi come BYD. Ma la verità è che la Cina ci ha superato da tempo
Ogni volta che partecipo alla presentazione di un’auto cinese – racconta Andrei Nedelea, giornalista di InsideEVs US – ascolto le chiacchiere tra colleghi stranieri. E mi sorprende che alcuni facciano battute sull’industria del Dragone, come se fossimo nel 2010 e le Case occidentali dominassero ancora per tecnologia e vendite.
Ma siamo nel 2025 e BYD, principale costruttore cinese, vende più auto elettriche e ibride plug-in di qualsiasi altro marchio al mondo, producendo alcuni fra i veicoli elettrici più avanzati in commercio e con la ricarica più rapida.
È incredibile che i giornalisti continuino a scherzare sia marchi cinesi, considerati inferiori ai classici costruttori occidentali. BYD è un gigante globale, con oltre 100.000 ingegneri e il più grande reparto di ricerca e sviluppo di qualsiasi altra Casa al mondo. E i risultati si vedono.
Basta un test drive
Se non conoscete l’ascesa del brand orientale, non è tardi per rimediare. In Europa basta provare una delle sue auto per liberarvi da qualsiasi pregiudizio.
Devo ammettere che, come molti giornalisti europei e americani, anch’io all’inizio guardavo le auto cinesi con sospetto. Ma dopo averne guidate tante negli ultimi anni, ho capito che è sciocco mantenere quei preconcetti. Una delle prime che mi ha davvero stupito è stata la Zeekr 7X, che ho provato durante il lancio europeo in Portogallo.
La 7X è uno dei migliori SUV medi sul mercato, indipendentemente dal tipo di alimentazione. Mi ha ricordato le Volvo, ma con qualità superiore. Tutto trasmette una sensazione di lusso, solidità e intelligenza progettuale. BMW monta portiere elettriche sulla nuova Serie 7 e sulla i7, ma quelle della 7X sono più rapide, precise e soprattutto eleganti, perché non utilizzano i sensori esterni a vista. Una Casa cinese che realizza qualcosa meglio di BMW? Mi sembrava impossibile, ma è così.
Poi ho guidato la mia prima BYD: la Dolphin Surf. È una citycar compatta che ricorda una mini Lamborghini Urus — anche nel design, curato dallo stesso designer — e si guida con un’agilità e una vivacità sorprendenti, oltre a offrire un eccellente rapporto prezzo-dotazioni.
Per BYD, la Dolphin Surf potrebbe diventare la gallina dalle uova d’oro del Vecchio Continente, dove le citycar sono amatissime. Vediamo comunque come si comporterà la concorrenza, più agguerrita che mai, con rivali come la Hyundai Inster, in un momento che vede BYD costretta a consolidare la propria immagine.
Tutto questo mi porta a provare la BYD Seal, con cui ho percorso oltre 600 miglia (965 km) in un solo giorno, in un viaggio dal nord Italia all’Ungheria, Paese in cui il marchio sta costruendo un enorme impianto produttivo. Un tempo di guida sufficiente a farmi abbandonare ogni pregiudizio residuo. Passare così tante ore al volante di un’auto ti permette di conoscerla davvero.
Come conducente, ho apprezzato la stabilità su strada. Le sospensioni sono rigide e ben controllate, in perfetto stile occidentale per un’auto da 523 CV e 680 Nm di coppia. Anche le prestazioni sono notevoli: in linea retta, è veloce quanto una BMW i4 M50, anche se non restituisce lo stesso “pugno nello stomaco” della più leggera Tesla Model 3 Performance.
In sostanza, la Seal non ha nulla da invidiare alle rivali occidentali della stessa categoria e, per qualità costruttiva, è persino superiore.
L’ho guidata fianco a fianco con un’Audi A6 e-tron, che costa circa il doppio, ma offre meno potenza e un’esperienza interna non molto diversa. Il confronto diretto ha messo in evidenza i punti di forza della Seal: non è un’auto economica, ma rappresenta qualcosa di eccezionale.
La Seal è arrivata in Europa alla fine del 2023 ed è uno dei pilastri della strategia di crescita del marchio nel continente. Ha contribuito a far superare a BYD le vendite di Tesla ad agosto, rafforzando una gamma che in alcuni Paesi conta già otto modelli. E non sono solo i privati ad acquistarla: molti autisti di ride-hailing l’hanno scelta per lavoro. La prima volta che sono salito su una BYD è stato più di un anno fa, a Stoccarda, proprio in un Uber che era una Seal.
Quando è arrivata, ho notato subito quanto fosse elegante. Con le proporzioni tipiche di una berlina sportiva europea, non sfigurava affatto nel quartiere chic dove mi trovavo. All’epoca non pensavo che il marchio potesse avere tale impatto, ma era già chiaro quanto fosse piacevole viaggiare sul sedile posteriore di quella vettura.
Situazione ribaltata
Ora che l’ho guidata, ho un’opinione completa: la Seal è una delle berline elettriche che prenderei seriamente in considerazione. Non è perfetta, ma è migliore di quanto immaginassi, soprattutto perché il mio giudizio si basava su vecchi stereotipi. Certo, potrebbe ricaricarsi più velocemente e avere una curva di ricarica costante, ma sappiamo che le versioni vendute in Cina sono tra le elettriche più rapide al mondo alle colonnine e, prima o poi, BYD ne porterà la tecnologia in Europa.
Il termine “disruption” è spesso usato dai media occidentali per descrivere un prodotto non occidentale che sconvolge gli equilibri di mercato. BYD è esattamente questo: un elemento di rottura che non è più solo una curiosità. Nei primi 9 mesi del 2025, le vendite nel continente sono aumentate di oltre il 300%, con più di 120.000 unità immatricolate (tutte ibride plug-in o elettriche pure).
Se pensate ancora che le auto cinesi non possano competere con quelle europee, guidare una BYD Seal cambierà la vostra prospettiva. Non possiamo più fingere che marchi come BYD, Geely, Nio o Xpeng siano inferiori ai costruttori occidentali. Le Case europee e americane devono smettere di snobbare e cominciare ad adattarsi a una nuova realtà di mercato: hanno terreno da recuperare. E anche i giornalisti che non se ne sono ancora accorti farebbero bene a prestare più attenzione.
Consigliati per te
Greenvolt porta il fotovoltaico industriale a Cucciago
Hotel e auto elettriche: il business della ricarica cresce
Calenda chiede a Salvini di autorizzare la guida autonoma di Tesla
L'elettrico di BYD si prepara a entrare in Formula 1
Perché la Denza Z9 GT costa molto più in Europa che in Cina
Il Tesla Semi entra in produzione (per davvero)
Scontro Europa-Cina sugli incentivi alle auto elettriche “made in Ue”