Dalla tariffa casalinga ai prezzi delle colonnine, ecco quanto si spende per fare il pieno alla propria batteria

Uno dei dubbi che più assillano i possessori, o aspiranti tali, di auto elettriche, riguarda il costo dell’energia e la sua effettiva convenienza rispetto ai carburanti tradizionali. La risposta non è così immediata perché se un pieno di benzina, gasolio o gas non comporta altra spesa se non il carburante stesso, in questo caso la faccenda è un po’ più complessa: che si scelga la ricarica casalinga o ci si affidi ad un impianto pubblico, il costo non sempre è quello della sola energia.

A casa

La soluzione domestica sulla carta è la più conveniente, almeno se affrontiamo il solo costo della corrente: il prezzo netto dell'energia erogata nelle nostre case, secondo le tariffe orarie, sarebbe addirittura inferiore ai 6 centesimi anche se con quote fisse, diritti vari, tasse ecc… arriva attualmente a circa 0,21 euro/kWh. Se ci accontentiamo della soluzione di base, ricaricando tramite una normale presa di corrente, dalla potenza standard di 3 kW, il costo della ricarica rimane effettivamente quello.

Tuttavia, anche la più piccola delle batterie in commercio richiede parecchie ore per ricaricarsi con una potenza così bassa, che deve condividere con gli altri dispositivi di casa. Rendendo spesso necessario l’aumento di potenza ed eventualmente l’installazione di un wallbox. La spesa è variabile, da poche centinaia di euro a oltre 2.000, si effettua una volta sola e non fa aumentare il prezzo dell'energia, ma va comunque calcolata come investimento iniziale.

Quanto costa ricaricare un'auto elettrica

Colonnine pubbliche

Fatti salvi gli ipermercati e le strutture pubbliche che offrono la ricarica gratuita ai loro ospiti/clienti, ricaricare l’auto presso una colonnina pubblica Enel X attualmente ha un costo che può variare da 0,45 euro/kWh per gli impianti con meno di 50 kW di potenza, definiti “Quick”,  a 0,50 euro/kWh per quelli “Fast” a corrente continua da 50 kW in su. Con queste tariffe di riferimento e calcolando il solo consumo energetico, ecco il per un pieno di alcuni dei principali modelli elettrici in commercio

Quanto costa il pieno

Modello Batteria Autonomia A casa (0,21 euro/kWh) Colonnina Quick (0,45 euro/kWh) Colonnina Fast (0,50 euro/kWh)
BMW i3 37,9 kWh 310 km 7,80 euro 17 euro 19 euro
Hyundai Kona EV 64 kWh 449 km 13,50 euro 28,80 euro 32 euro
Hyundai Ioniq EV 2019 38,3 kWh 294 km 8 euro 17,20 euro 19 euro

Jaguar i-Pace

90 kWh 480 km 19,50 euro 40,50 euro 45 euro
Kia e-Soul 64 kWh 450 km 13,50 euro 28,80 euro 32 euro
Kia e-Niro 64 kWh 455 km 13,50 euro 28,80 euro 32 euro
Nissan Leaf 40 kWh 270 km 8,40 euro 18 euro 20 euro
Nissan Leaf e+ 62 kWh 385 km 13 euro 28 euro 31 euro
Renault Zoe 2020 52 kWh 390 km 11 euro 23,50 euro 26 euro

Smart EQ Fortwo

17,6 kWh 160 km 3,70 euro 7,90 euro 8,80 euro
Tesla Model S Long Range

 

76 kWh 560 km 15,80 euro 33,80 euro 37,50 euro

EV vs benzina: si spende di più o di meno?

Non è semplicissimo paragonare i costi delle elettriche a quelli delle vetture tradizionali, visto che prestazioni e caratteristiche stesse delle vetture raramente coincidono in modo perfetto.

Analizzando però il costo chilometrico basato sui dati dichiarati dalle case, possiamo ricavare che se una Nissan Leaf con batteria da 40 kWh richiede, a casa, una spesa di 8,40 euro per un pieno da 270 km, (18 euro utilizzando una colonnina pubblica Quick), una Volkswagen Golf con motore a benzina da 150 CV che dichiara percorrenze di 16,4 km/litro necessiterà di circa 16,5 litri per fare la stessa strada e al costo medio di 1,6 euro/litro, quei 270 km saranno costati sui 26 euro.

Mentre se il motore fosse un 2.0 TDI sempre con 150 CV ma da quasi 18 km/litro, servirebbero 15 litri per circa 1,53 euro/litro, ovvero sui 23 euro. Insomma, la convenienza sulla carta ci sarebbe ma occorre tener presenti i costi di adeguamento degli impianti domestici, che comunque vanno “ammortizzati”. O nel caso che segue, i costi forfettari.

Quanto costa ricaricare un'auto elettrica

Abbonamenti, convenienza da valutare

Oltre al costo a consumo, Enel X punta molto sulle cosiddette tariffe Flat, che offrono ad un prezzo fisso una quantità di energia a cui si può attingere nell’arco di un mese, terminata la quale il conoscono torna ad essere calcolato con la tariffa a consumo.

I prodotti in questione si chiamano Flat Small, con 60 kWh mensili al prezzo di 25 euro, e Flat Large che raddoppia la quantità di energia a 120 kWh ad un prezzo di 45 euro al mese. Rispetto alla miglior tariffa a consumo, 0,45 euro/kWh, sul primo il risparmio è modesto, circa 2 euro (pari all’8%) per la stessa quantità di energia, mentre con il secondo si inizia a risparmiare un 20%.

Le tariffe forfettarie sono la formula preferita anche dalle sempre più numerose società di distribuzione private che si affacciano su questo settore e che in qualche caso sono anche più convenienti ma hanno il difetto di una rete molto scarsa o concentrata in alcune zone, dunque possono risultare interessanti soltanto per chi vive e si muove nelle aree interessate.

Un esempio? La rete e-moving di A2A offre una tariffa Consumer con ricariche illimitate al prezzo di 30 euro per i primi tre mesi, comprensivo di costo della card personale e attivazione, e circa 15 euro per i trimestri successivi, mentre per i clienti Business l’attivazione costa 15,10 euro + Iva e la tariffa è al consumo, 0,40 euro + Iva al kWh.

Tuttavia, le circa 300 colonnine di questa rete sono concentrate nelle zone di Milano, Bergamo, Brescia e Valtellina. Mentre Enermia, startup che opera al momento con comuni ed enti pubblici di Milano, Bologna e altre città dell’Emilia Romagna, ha elaborato una tariffa mista a consumo e a tempo con 0,35 euro/kWh + 0,30 euro/h. Ma anche qui, la diffusione non è ancora capillare

Quanto costa ricaricare un'auto elettrica

Quando l’energia la “offre la casa”

Tra i vantaggi della fase di espansione dell’elettrico ci sono anche alcune offerte decisamente speciali che le Case hanno varato come ulteriore benefit per i propri modelli: il caso più clamoroso è quello di Tesla, che pochi giorni fa ha ripristinato l’accesso libero e gratuito alla rete di ricarica Supercharger da 250 kW (con 1.600 colonnine nel Mondo) per tutti i nuovi acquirenti dei modelli superiori Model S e Model X.

Nel 2017 questa promozione era stata ridimensionata riducendo la ricarica gratuita ai primi 400 kWh al mese che comunque dati alla mano corrispondevano in media a circa 2.000 km senza pagare l’energia. Anche il lancio di Audi e-tron è stato accompagnato da un’iniziativa simile: un accordo con Enel X consente ai clienti ricariche gratis fino a di 3.300 kWh in due anni, quanto basterebbe per riempire la batteria da 95 kWh per ben 34 volte e percorrere circa 14mila km.

A fine 2017 anche Nissan aveva lanciato un piano analogo per Leaf, anche qui con due anni o 1.350 kWh di ricariche gratis. La promozione è però terminata.