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Auto elettrica e CO2, analisi Mercedes sull'intero ciclo vita di una EQC

Tra produzione, uso e riciclo secondo la Casa le emissioni si riducono fino al 70% rispetto all'impiego di un motore termico

2020 Mercedes-Benz EQC

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

12 nov 2019 alle 14:52

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Tra i principali argomenti utilizzati dei detrattori dell'auto elettrica c'è quello secondo cui un EV non inquina durante la fase di utilizzo, ma ha un forte impatto sull'ambiente sia durante la produzione (soprattutto per le batterie) sia durante lo smaltimento (sempre per lo stesso motivo). E così, quella che dovrebbe essere vettura ecologica finirebbe per essere meno green di quanto si pensi.

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Fino a qui, però, siamo rimasti al livello delle chiacchiere da bar. Invece Mercedes è andata un po' più in profondità, e oggi pubblica un'analisi approfondita di quanta CO2 emetta davvero la EQC durante l'intero ciclo di vita. Ebbene, la scoperta è stata che rispetto ad un'auto con motore termico può ridurre l'impatto ambientale anche del 70%. A patto che si siano prese tutta una serie di contromisure.

Le batterie restano il punto critico

L'analisi è stata realizzata dalla stessa Mercedes ed è stata approvata dalla tedesca TUV Sud, azienda specializzata nella certificazione di test e procedure di analisi. Lo studio ha dimostrato che più della metà dell'anidride carbonica relativa al ciclo di vita di una Mercedes EQC che, si ipotizza, percorre circa 200.000 km prima di essere rottamata, sia imputabile alla fase di produzione.

Prima che arrivi in strada, infatti, il SUV tedesco ha già “emesso” il 51% del totale di CO2. La maggior parte di questa fetta è causata dalla produzione delle batterie, che richiedono tra le altre cose un'intensa attività mineraria per il reperimento dei metalli che le compongono.

Verso una produzione carbon neutral

Le batterie rappresentano il fattore più impattante dal punto di vista ambientale, ma in Mercedes ci si sta muovendo verso una fase produttiva che sia sempre più ecosostenibile. Per questo motivo, ad esempio, sia nello stabilimento di Brema, dove la EQC nasce, sia nella fabbrica di Kamenz, dove vengono assemblate le batterie, la Casa tedesca utilizza energia eolica. Mercedes sfrutta invece l'energia solare per ricaricare le vetture prima che queste prendano la via delle concessionarie.

In un futuro prossimo, stando alle dichiarazioni dei vertici di Stoccarda, altre misure saranno prese a tutela dell'ambiente. Tra queste, l'utilizzo di acciaio e leghe metalliche realizzate con materiali riciclati. In questo modo si ridurrà del 40% l'impatto ambientale della produzione del powertrain. In generale, Mercedes si è posta l'obiettivo di arrivare ad avere impianti produttivi in Europa completamente carbon neutral entro la fine del 2022.

Il problema della ricarica durante l'utilizzo

Superato lo scoglio della produzione, la Mercedes EQC affronta la fase per la quale è nata, quella degli spostamenti su strada. Da questo punto di vista, l'impatto ambientale è generalmente contenuto proprio per la presenza di un powertrain puramente elettrico. La quantità di CO2 prodotta è strettamente legata all'energia utilizzata per le ricariche. O meglio, al tipo di energia utilizzata. L'uso di energia proveniente da fonti rinnovabili, infatti, abbassa del 34% la produzione di CO2.

2020 Mercedes-Benz EQC400

Un riciclo in quattro fasi

Lo smaltimento dei materiali durante la rottamazione dell'auto, invece, rappresenta un'altra sfida molto ardua. Mercedes ha prestato particolare attenzione a questa fase, tanto che già durante la progettazione ha adottato alcune soluzioni per favorire i processi di smantellamento della vettura.

Andando nello specifico delle batterie, la Casa ha ipotizzato 4 fasi distinte per allungarne la vita e ridurne l'impatto sull'ambiente. La prima di queste riguarda il riutilizzo come accumulatori una volta che la loro efficienza è scesa al di sotto dei parametri stabiliti per l'autotrazione. La seconda è la riparazione delle stesse. Perché una volte utilizzate per lo stoccaggio di energia, se se ne dovesse rompere una parte, si può procedere alla sostituzione di qualche componente (una cella, ad esempio) per permettere alla batteria di continuare a svolgere correttamente il proprio compito.

La terza fase riguarda la ricostruzione. Si tratta di un processo che include lo smontaggio completo della batteria e il riassemblaggio con la sostituzione di tutte quelle parti ormai fuori uso. La quarta parte, infine, riguarda lo smantellamento, con il relativo recupero di tutti i materiali per la produzione di nuove batterie. A questo scopo Mercedes ha già realizzato un centro di raccolta a Mannheim.

Fotogallery: Mercedes EQC

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Mercedes-Benz EQC (carta da parati 2.560x - clicca per ingrandire)

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Foto di: Mark Kane

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