A pochi mesi dal debutto l’elettrica di Wolfsburg avrebbe evidenziato qualche criticità, ma è già in arrivo un aggiornamento

A pochi mesi dall’arrivo sul mercato della Volkswagen ID.3, la nuova elettrica tedesca torna a far parlare di sé. Questa volta per via di un presunto problema al software che avrebbe colpito gli esemplari già usciti dalla linea di montaggio, che dal 4 novembre sta producendo i primi lotti della vettura. Lo riportano alcuni media tedeschi.

Da Volkswagen non sono giunte conferme né altre informazioni sulla natura del problema. Sembra semplicemente che il software non sia ancora completo. Questo significa in sostanza che tutti i modelli prodotti fino a questo momento e che sono attualmente in produzione dovranno essere sottoposti a un aggiornamento.

Circa 30.000 esemplari colpiti

A quanto pare, tuttavia, Volkswagen sarebbe già al lavoro per risolvere l'imprevisto. Al momento, infatti, sembra che tutti gli esemplari prodotti siamo temporaneamente parcheggiati in una zona di stoccaggio in attesa dell’aggiornamento che (pare) interesserà 10.000 esemplari della ID.3 e che sarà pronto nella primavera del 2020. Naturalmente, quindi, prima della data di commercializzazione, prevista nella seconda metà del prossimo anno.

Ciò significa che le consegne ai clienti che hanno già acquistato la vettura non dovrebbero subire ritardi. Altri 20.000 esemplari che potrebbero ricevere semplicemente l’aggiornamento in remoto.

Fotogallery: Volkswagen ID.3

La conferma del boss

A confermare la situazione anche le parole di Herbert Diess, CEO di Volkswagen. "Quando si parla di hardware - ha detto recentemente - siamo molto competitivi. Abbiamo una strategia che sfrutta al massimo le economie di scala e che si basa su una piattaforma studiata appositamente per i modelli a batteria".

"Ma quando si parla di software", ha aggiunto il manager, "ammettiamo che Tesla è davvero forte. E il software è una componente fondamentale nelle auto moderne: ormai, con l'elettronica, devi lavorare su dieci milioni di componenti e non più su un milione".