Le caratteristiche del cuore pulsante della famiglia di auto elettriche tedesche: tra celle, moduli, raffreddamento e organi accessori

Volkswagen ha recentemente presentato uno dei componenti chiave della nuova famiglia ID. (ID.3 in testa): la batterie. Lo ha fatto spiegandone le caratteristiche salienti, mostrando come hanno integrato il pacco delle celle agli ioni di litio all'interno della piattaforma MEB. Si tratta di un prodotto realizzato appositamente per le elettriche del futuro, che ricorda nella forma una barretta di cioccolato. 

La batteria adottata dalla ID.3 è prima di tutto prodotta nello stabilimento Volkswagen di Brunswick, in Germania. La fabbrica sta incrementando gradualmente la capacità produttiva e arriverà presto a volumi pari a 500.000 batterie all'anno.

Tre tagli e raffreddamento a liquido

Come si sa, sulla ID.3 saranno disponibili 3 diversi tagli di batteria, con tre relative autonomie: 45 kWh (330 km WLTP), 58 kWh (420 km) e il più grande 77 kWh con autonomia da 550 km (sempre omologati secondo gli standard WLTP). Quest'ultimo monta 12 moduli, ognuno dei quali è composto a sua volta da 24 celle agli ioni di litio. Ha un funzionamento a 408 Volt e può ricaricarsi anche in corrente continua, fino a 125 kW.

La batteria adotta un sistema di raffreddamento a liquido dedicato per una gestione ottimale delle temperature ed è ospitata all'interno di un alloggiamento in alluminio che ha anche un telaietto integrato in grado di assorbire gli urti in caso d'incidente per mantenere l'integrità della componentistica posta all'interno.

Volkswagen MEB platform - battery pack
Volkswagen MEB platform - battery pack

La struttura della batteria

Facendo un veloce ripasso, ricordiamo che le batterie agli ioni di litio sono composte da celle che hanno funzionamento analogo a quelle adottate sui telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici. Queste celle rappresentano l'elemento più piccolo di una batteria e sono quelle che possono effettivamente accumulare energia e rilasciarla una volta che venga richiesta. Un gruppo di celle (nel caso della Volkswagen ID.3 sono 24) forma un modulo.

I moduli, a loro volta, vengono disposti in parallelo a formare la batteria nel suo complesso. Per questo è facile realizzare batterie con capacità energetiche diverse, perché basta cambiare il numero di moduli adottati. In futuro si pensa che si potrà intervenire e variare il numero di moduli della propria batteria anche in aftermarket, con operazioni relativamente semplici. Ma oggi questo non è ancora possibile. 

Volkswagen MEB platform - battery pack
Volkswagen MEB platform - battery pack

La batteria nel suo complesso è alimentata a 408 Volt, quasi il doppio di quanto sia disponibile in un impianto domestico, che si ferma a 230 V. La gestione dei flussi di energia è gestita da una centralina elettronica che ha anche il compito di gestire il passaggio dalla corrente continua della batteria alla corrente alternata necessaria per attivare il motore elettrico e trasmettere il moto alle ruote. La batteria può ricevere energia elettrica fino a 12 kW in corrente alternata e fino a 125 kW in corrente continua.

La batteria al centro delle auto MEB

I tecnici Volkswagen hanno spiegato in più di un'occasione il ruolo centrale della batteria nella nuova famiglia ID. Tutta la piattaforma MEB, infatti, è stata progettata proprio intorno alla batteria, in modo che questa avesse una posizione ottimale (al centro e in basso) e lo spazio necessario per garantire le prestazioni corrette. Questo approccio ha offerto 2 vantaggi: ha abbassato il baricentro, migliorando la dinamica di guida, ha lasciato più libertà nella definizione delle forme della carrozzeria, permettendo di realizzare auto più spaziose e anche più aerodinamiche. A Wolfsburg hanno spiegato che questa impostazione, unita all'assenza di organi meccanici ingombranti, permetterà di avere auto appartenenti ad un segmento per le dimensioni esterne ma con abitabilità da segmento superiore. La ID.3, ad esempio, che è lunga come una Golf (Segmento C) ha lo spazio interno di una Segmento D.

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