La Casa risponde alle accuse finite sul tavolo delle autorità americane: "È opera di speculatori finanziari"

La scorsa settimana Tesla è finita sotto i riflettori per le accuse sulle presunte accelerazioni "involontarie" delle sue auto. La questione è stata oggetto di una petizione ed è arrivata negli uffici della National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA).

In attesa che la questione sia chiarita definitivamente, i vertici della Casa californiana liquidano tutto asserendo che il promotore della petizione stessa, Brian Sparks, abbia agito solo per speculare su una caduta del valore delle azioni in borsa. Stando a quanto si legge sul blog ufficiale, le accuse sarebbero “completamente false” e il frutto di uno “short-seller”, in gergo borsistico una persona che opera per trarre guadagno sul ribasso delle azioni.

Auto elettrica, questa sconosciuta

La questione si dovrebbe risolvere abbastanza in fretta. Perché sulle Tesla, come su molte altre auto elettriche moderne, esiste una sorta di scatola nera che registra i dati e che può mostrare facilmente il corretto funzionamento dell’auto.

A difesa della Casa americana c’è anche da dire che una percentuale non trascurabile di automobilisti non ha piena consapevolezza di come si guida un’auto elettrica e fanno fatica a gestire la tanta coppia a disposizione subito.

Fotogallery: Tesla Model 3

Aspettando la decisione finale

Tornando alla questione sulle scrivanie della NHTSA, non resta che attendere per capire se Sparks e soci sono, come dicono, in buona fede e in totale trasparenza, o se Tesla, che si dice più che convinta del corretto funzionamento delle proprie auto, dimostrerà di produrre vetture sicure e senza falle nel software di gestione.