In Corea va avanti la ricerca sugli accumulatori che sfruttano l'ossigeno per aumentare l'autonomia: ecco i pregi e i limiti

I chimici dell’Istituto di Scienza e Tecnologia Daegu Gyeongbuk (DGIST), in Corea del Sud, sono partiti da un problema pratico. Le auto elettriche oggi hanno un’autonomia che nella gran parte dei casi non arriva a 500 km. Un raggio d’azione insufficiente per spostarsi tra le due principali città del Paese - Seoul e Pusan - senza doversi fermare a ricaricare.

Da qui i ricercatori sono partiti per capire come aumentare le prestazioni delle batterie e hanno approfondito una soluzione di cui si inizia a parlare con sempre più insistenza: l'utilizzo dell'aria. Tecnicamente, hanno messo a punto elettrodi realizzati con particolari elementi in solfuro di nickel e cobalto (nanoflakes) applicati su uno strato di grafene ad alta percentuale di acido solfidrico. Una struttura porosa che, grazie allo scambio con l’aria e all’interazione con l’ossigeno in essa presente, incrementa la capacità di cedere energia.

Una soluzione da stabilizzare

Queste particolari batterie agli ioni di litio e “aria” hanno già dimostrato di funzionare. Ora però gli scienziati del DGIST hanno alcuni problemi da risolvere prima di poter affermare che la tecnologia sia pronta alla commercializzazione. In particolare, queste nuove batterie cedono sì una maggiore quantità di energia, ma lo fanno molto lentamente.

Questo significa che, su un’auto, si sarebbe costretti a guidare a velocità molto basse, pur facendo molta strada. Inoltre, queste nuove batterie hanno un decadimento rapidissimo. Con i primi test è stato verificato che dopo solo due mesi accusano già un decadimento nelle prestazioni. Questo, applicato al campo automotive, costringerebbe a sostituirle troppo spesso per mantenere i vantaggi che offrono in termini di autonomia.

Battery of an electric vehicle

I coreani hanno fiducia

Sangaraju Shanmugam, uno dei chimici dell’istituto che ha condotto il progetto, si dice comunque ottimista: “La cosa più importante è stata la scoperta di questa tecnologia. Una volta trovati reali vantaggi in questo nuovo tipo di batterie, lavorare sul miglioramento delle prestazioni non ci spaventa: fa parte del nostro lavoro”.