Sarà un'evoluzione dell'attuale modello, ma principalmente aerodinamico. Immutata la parte tecnica

La Formula E di seconda generazione si evolve. Dopo aver acquisito lo status di Campionato del Mondo sotto l'egida della FIA, il campionato di Alejandro Agag punta all'evoluzione della propria monoposto di seconda generazione.

La Gen2 EVO si è mostrata infatti in alcune immagini ufficiali, con un affinamento dal punto di vista delle appendici aerodinamiche, pur mantenendo filosofia costruttiva e tecnica. Il motivo? Cercare di penalizzare maggiormente quelli che sono i contatti in gara, vedendo l'andamento dell'ultimo campionato e dei primi round di questa nuova stagione.

Fotogallery: Formula E Gen2 EVO

Lavori aerodinamici

Dunque si è lavorato sull'ala anteriore, eliminando i passaruota e lasciando un'appendice più simile a quella di una Formula tradizionale. Anche scorgendo il posteriore, si nota un'evoluzione della doppia mini ala che ora non si lega più maggiormente agli pneumatici posteriore. Introdotta anche la pinna di squalo, il lungo deflettore posto sul vano motore, soluzione tecnica introdotta nel lontano 2008 dalla Renault in Formula 1 e sviluppata sino al concetto di F-Duct nel 2010.

Dunque si tratta di un'evoluzione aerodinamica e non tecnica. Sotto quest'ultimo punto di vista, la Gen2 EVO avrà le stesse parti standard obbligatorie, dunque con il pacco batterie sviluppato dalla McLaren Applied Technologies, pneumatici Michelin da 18'' validi per ogni condizione. Ricordiamo che le monoposto di Formula E sono a trazione posteriore con due MGU, ed un motore che permette una potenza massima in qualifica di 250 kW ed in gara di 200.

Tanti competitor

Una serie, questa elettrica, che chiaramente non punta a insidiere concetti come quelli della Formula 1 o del Mondiale Endurance, ma che ha attratto molto le Case automobilistiche sia per una questione di costi limitiati e contenuti, che per una questione di visibilità, oltre ad essere un lavoratorio di sviluppo a basso costo per quelli che sono i sistemi di gestione e recupero dell'energia, considerando come il motore sia di proprietà intellettuale della Casa, e dunque al netto della batteria unica, permette confronti e margini di sviluppo.

Non è un caso che, in questi ultimi anni, a competitor come Mahindra, DS, Renault/Nissan, Nio, sono entrati grandi gruppi come BMW - legata al team Andretti - Mercedes in forma ufficiale, Audi, Porsche.