Secondo l'Istituto nell’intero 2020 si registrerà in Italia un calo del 7,5% dei gas serra. E i trasporti? Giù del 13,3%

In attesa dei risultati dello studio italiano sulle correlazioni tra inquinamento e Coronavirus, tema ampiamente discusso nei mesi scorsi, dall’Ispra arrivano i dati sui riflessi del lockdown in termini di riduzione delle emissioni di gas serra, tra cui rientra il climalterante per eccellenza: la CO2.

Sulla base dei dati disponibili per il primo semestre dell’anno, secondo l’Istituto nel 2020 le emissioni nazionali saranno inferiori del 7,5% rispetto al 2019, con i trasporti a recitare un ruolo da protagonista.

I singoli settori

In particolare, l’andamento stimato dall’Ispra è frutto della combinazione del passo indietro registrato nel settore dei trasporti (-13,3%), per la produzione di energia (-8,2%), nell’industria (-7,5%) e per il riscaldamento (-6%).

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Questa flessione, tiene comunque a precisare l’Istituto, “non contribuisce alla soluzione del problema dei cambiamenti climatici, che necessita invece di modifiche strutturali, tecnologiche e comportamentali che riducano al minimo le emissioni di gas serra nel medio e lungo periodo".

La crescita sostenibile

Guardando indietro al 2019, i dati ufficiali Ispra mostrano infine una diminuzione delle emissioni di gas serra del 2,8% rispetto al 2018, mentre nello stesso periodo si è registrata una crescita del PIL pari allo 0,3%.

Un andamento che evidenzia ancora una volta in linea generale il disaccoppiamento tra il trend delle emissioni e la tendenza dell’indice economico, confermando se ancora ce ne fosse bisogno che la crescita sostenibile - al centro del Green Deal europeo - non è il futuro, è il presente.