EV West ha messo il powertrain di Palo alto sotto una delle Porsche più amate di sempre: prestazioni mostruose e dibattito aperto

Ammettiamolo: una vecchia Porsche 911 con il powertrain di una Tesla non può non incuriosire. Ci sarà chi storcerà il naso e chi la vedrà come un sogno che si avvera, ma il progetto, di per sé, non può passare inosservato. A maggior ragione ora che si parla tanto di retrofit per effetto degli incentivi messi in campo dal Governo (qui la guida sulle "conversioni elettriche")

L’auto è stata realizzata dalla EV West, azienda californiana specializzata nella conversione a zero emissioni di auto d’epoca che in verità non ha ancora rilasciato tante informazioni al riguardo. Ha però pubblicato un video in cui mostra come si sia cimentata con un esemplare del 1968 della sportiva tedesca, che in origine montava un 2.2 benzina. E le reazioni sono arrivate come un fiume in piena. Come nel caso della Ferrari 308, sempre con motore Tesla.

Addio boxer

Per ospitare il nuovo powertrain la EV West ha creato un apposito telaietto posteriore che serve a sostegno del motore, che trasmette il moto al retrotreno. A livello di batterie sono stati montati due pacchi da 200 Volt che, uniti in serie, arrivano ad un voltaggio totale di 400 Volt.

Nulla EV West ha detto riguardo alla capacità o alle prestazioni delle celle agli ioni di litio, né si è lasciata scappare indiscrezioni in merito al fornitore, anche se si pensa che si tratti di LG Chem. Non si sa neanche se la Tesla a cui sono stati estratti gli organi sia una Model 3, una Model S o (meno probabilmente) una Model X.

Prestazioni da supercar

Non si hanno certezze neanche sul layout preciso del powertrain elettrico. C’è chi dice che le batterie avrebbero trovato posto nella parte posteriore e chi invece è certo che si trovino da un’altra parte. Non si sa se EV West abbia preferito trovare un posto comodo (dietro i sedili posteriori) andando però a sbilanciare ancor di più una vettura che ha sempre avuto una distribuzione dei pesi concentrata al posteriore o se, al contrario, sia riuscita a bilanciare meglio le masse sui due assi.

Di certo, per ora, ci sono solo due cose: l’aspetto, fedele all’originale salvo qualche dettaglio come le due fascette in gomma per la chiusura del cofano anteriore dal chiaro sapore racing o l’assenza di terminali di scarico a vista al posteriore, e le prestazioni, con un quarto di miglio (circa 400 metri) coperto in meno di 9”.