Le due big puntano sul progetto tedesco che grazie ai separatori in vetro tra gli elettrodi promette più densità e potenza di ricarica

Sicurezza e prestazioni delle batterie del futuro potrebbero passare anche dall'utilizzo del vetro. Più in dettagli, da particolari separatori in vetro che vengono piazzati tra due elettrodi per evitare cortocircuiti.

Secondo uno studio dell’Università tedesca di Bayreuth, che vede coinvolte anche aziende del calibro di Tesla Germany e Varta, dovrebbero essere più stabili rispetto ai tradizionali separatori in pellicola di polimeri che, se surriscaldati pesantemente, potrebbero non garantire la stessa stabilità.

Un problema di spessore

I nuovi separatori in vetro attualmente parte dello studio denominato GlasSeLIB (sigla che nasce dall’unione delle parole “separatori di vetro per batterie agli ioni di litio”) punta sia ad incrementare la sicurezza delle batterie che ad estenderne la durata media.

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Il nodo da sciogliere, ora, riguarda lo spessore di questi elementi. Come spiega il responsabile del progetto Thorsten Gerdes: “I separatori in vetro possono reggere fino a 500 gradi centigradi senza perdere in prestazioni. Però, per essere vantaggiosi devono avere uno spessore di meno di 20 micrometri. E questa per noi è una grande sfida di produzione”.

Prestazioni maggiori

La maggiore resistenza alle alte temperature di separatori in vetro permetterà alle batterie di raggiungere prestazioni migliori in termini di densità e di velocità di ricarica. Non solo in ambito automotive, ma anche in quello dell’elettronica di consumo.

Tesla, con la sua filiale tedesca, e Varta, partecipano allo studio grazie anche agli ingenti finanziamenti europei provenienti dagli IPCEI sulle batterie che sono stati avviati lo scorso anno. Per questo metteranno a disposizione i propri laboratori per test di verifica. Tra le altre società coinvolte nel progetto ci sono anche la Vitrulan Glass Textile e la Fuller Glastechnologie.