Se la Cina ha il primato in tema di produzione di batterie, il Giappone è il Paese che ha depositato più brevetti. E proprio dal Sol Levante arriva ora una nuova batteria allo stato solido. La presenta Hitachi Zosen, che afferma anche di aver raggiunto una densità energetica tra le più alte mai ottenute.

La società con sede a Osaka, durante l’evento di presentazione tenutosi a Tokyo, ha sottolineato che la sua batteria può funzionare correttamente a temperature comprese tra -40 e 100 gradi centigradi, così da poter essere applicata in numerosi campi. Anche spaziali.

Presto nello spazio

Terminata la messa a punto in laboratorio, Hitachi Zosen si appresta a mettere alla prova la batteria allo stato solido in applicazioni reali, sia su macchinari industriali sia in campo aerospaziale. Proprio a questo riguardo, lo scorso mese è stata annunciata la collaborazione con la Jaxa, l’agenzia aerospaziale giapponese. A quanto pare la nuova batteria contribuirà ad alimenterà il modulo giapponese Kibo della Stazione Spaziale Internazionale a partire dall’autunno e resterà in orbita per sei mesi.

Per questo motivo l’azienda ha già avviato anche una piccola produzione prototipale e si dice fiduciosa dei progressi ottenuti anche per via del fatto che un elettrolita solido al posto di quello liquido presente nelle tradizionali batterie agli ioni di litio presenta un’infiammabilità minore e rende le celle meno soggette a eventuali rotture o malfunzionamenti.

Densità record

Per quanto riguarda le prestazioni pure, la batteria allo stato solido di Hitachi Zosen è ancora molto piccola: ha una capacità di 1.000 milliampereora (mAh), che è meno della metà di quanto offerto su uno smartphone di fascia media. Però, si tratta di un valore sette volte superiore a quello delle batterie prodotte dall’azienda sino ad ora. 

E questo è solo l'inizio: Hitachi Zosen ha dichiarato di essere già al lavoro su versioni più evolute della batteria che permetteranno di raddoppiare la capacità entro il 2025. Resta da capire però quanto queste tecnologie, rivoluzionarie in certi campi di applicazione, potranno essere utilizzate anche sulle auto elettriche, come invece quelle allo studio da colossi come Toyota e Volkswagen