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L'allarme di Merkel: "Europa troppo indietro su batterie e chip"
La Cancelliera è preoccupata dalla dipendenza dall'Asia: "La nostra industria non può farsi trovare impreparata"

Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
20 mag 2021 alle 09:14
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È opinione di tutti che l’Europa debba rendersi indipendente dall’Asia. Solo così può fare un salto di qualità su auto elettrica e batterie. Ma è evidente che manchino ancora industrie e competenze. Lo dice Angela Merkel, riconoscendo che nel Vecchio Continente non ci sono abbastanza aziende in grado di produrre batterie, semiconduttori e chip.
Una carenza che costa cara all’industria Ue, che rallenta proprio per la difficoltà a reperire componenti fondamentali per i veicoli elettrici (e i relativi servizi digitali).
Si deve cambiare passo
La Cancelliera tedesca ha esternato le proprie preoccupazioni durante un vertice sul futuro e l’innovazione in Germania, spiegando come ci siano rischi reali che l’Europa possa restare indietro in settori chiave per l’industria del futuro come l’informatica quantistica, i chip e le batterie.
“Se un’area vasta come l’Ue non è in grado di creare chip, non sono a mio agio”, ha detto testualmente. E poi ha aggiunto: “Non va bene, soprattutto se sei una nazione che ha una forte industria automobilistica e non puoi produrre il componente su cui la tua attività si basa”.

Una crisi globale
In effetti le Case (non solo quelle europee a dire il vero) stanno affrontando una grossa crisi sull’approvvigionamento dei chip. Due sono i fattori che l’hanno causata. La pandemia, che ha fatto fermare molti impianti di produzione durante i mesi di lockdown, è l’esplosione della richiesta da parte dei produttori di elettronica di consumo, che hanno visto crescere il proprio mercato con le persone bloccate a casa.
E le Case sono rimaste a corto. Solo che le auto di oggi (elettriche e non) hanno necessità di chip per centraline, gestione del powertrain, guida autonoma e infotainment. “Non si può lasciare all’Asia una posizione dominante”, ha detto ancora Merkel.

Soluzioni possibili
Angela Merkel ha anche spiegato che la soluzione alla “crisi dei chip” non deve per forza passare per la creazione di nuove fabbriche anche da noi. L’industria europea potrebbe tutelarsi con contratti diversi, lasciando all’Asia il compito di produrre i chip ma garantendosi forniture adeguate per i propri ritmi produttivi. Sulle batterie, invece, il ruolo dirimente è quello della European Battery Alliance.
Questa la sua opinione al riguardo: “Abbiamo necessità di avviare una discussione a livello globale per capire come stabilire nuovi equilibri. Dobbiamo tutti avere certezze per poter contare gli uni sugli altri. Sviluppare in posti diversi lo stesso componente può far triplicare i costi: non è quello che vogliamo”.
Però, c’è anche da dire che a fianco all'alleanza per le batterie l'Europa è al lavoro anche per far decollare quella per lo sviluppo di chip e semiconduttori. E lo stesso stanno facendo Oltreoceano, con Joe Biden attivo su questo e su altri fronti legati in primis all'auto elettrica.
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